Cent'anni fa

Fu una donna irlandese a sparare a Benito Mussolini

Le notizie dell'8 aprile 1926
Violet Albina Gibson in una foto segnaletica scattata dopo l'arresto. © Web
Nicola Bottani
Nicola Bottani
08.04.2026 06:00

Un attentato contro Mussolini
L’autrice
Roma, 7 ag (Stefani) – L’autrice dell’attentato contro il Presidente del Consiglio è una certa Violetta Albina Gibson. Essa ha 50 anni ed è di nazionalità irlandese, originaria di Dalkey (Irlanda).

Il primo interrogatorio
Roma, 7 ag – L’autrice dell’attentato contro l’on. Mussolini, rinchiusa nelle prigioni di Mantellata, è stata immediatamente raggiunta dal prefetto e dal questore e sottoposta ad un primo interrogatorio. La donna – dopo aver declinato le sue generalità – si è trincerata dietro un assoluto silenzio. Al momento dell’arresto essa lasciava cadere dalla borsetta un flaconcino, contenente della tintura d’iodio. Si presume che l’assassina avrebbe ingoiato il veleno dopo aver commesso il delitto. La Pubblica Sicurezza ha compiuto durante l’intero pomeriggio attive indagini. Essa ha fermato una persona che pochi minuti prima dell’attentato aveva scambiato alcune parole colla Gibson. Le stazioni ferroviarie di Termini e di Trastevere sono rigorosamente sorvegliate. Alla questura centrale si è recato un impiegato comunale il quale ha dichiarato al funzionario di polizia di essere stato avvicinato nella mattinata da una signora che gli domandò insistentemente a che ora il Primo Ministro sarebbe uscito e quale itinerario egli avrebbe percorso. Il confronto fra l’impiegato e l’autrice dell’attentato ha dato esito negativo. L’impiegato ha dichiarato di essere stato interpellato da una donna bionda. Questo particolare può far supporre che l’arrestata avesse avuto qualche complice tra la folla che stazionava sul piazzale del Campidoglio.

Un significativo episodio della vita
dell’autrice dell’attentato

Roma, 7 ag – Secondo un’informazione della polizia, il 27 febbraio 1925 la Gibson, l’autrice dell’attentato contro Mussolini, che viveva in una pensione, tentò di suicidarsi con un colpo di rivoltella. A un sacerdote ch’essa fece chiamare dopo il suo gesto disse di aver voluto suicidarsi per consacrarsi a Dio. Da quel giorno la Gibson fu ricoverata in un ospedale in osservazione e lasciata libera recentemente.

Il Duca d’Aosta vista l’on. Mussolini
Roma, 7 ag (Stefani) – Fra le persone che hanno visitato l’on. Mussolini alla sua abitazione vi fu il Duca d’Aosta, il quale ha espresso tutta la sua indignazione. Il presidente del Consiglio ha telegrafato al sovrano per informarlo dell’attentato e per rassicurarlo delle sue condizioni di salute. Verso mezzogiorno Mussolini riceverà il procuratore generale e il giudice d’istruzione che gli hanno posto diverse questioni. I registri furono coperti di firme in un baleno. La città è imbandierata.

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Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino dell'8 aprile 1926 disponibile nell'Archivio Storico del CdT.

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