Cent'anni fa

Gavroche e le continue villanie dei viaggiatori sui treni

Le notizie del 7 febbraio 1926
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
07.02.2026 06:00

La Nota
In Italia hanno fatto una legge che si potrebbe definire la legge della buona creanza nei treni. A partire dal giorno 15 febbraio chiunque verrà sorpreso a commettere nelle vetture ferroviarie quelle villanie solite nella gente di poca educazione e di scarso rispetto per le cose degli altri, sarà punito con una multa. Benissimo. Così si insegnerà a certa gente a praticare questa saggia massima: rispetta la cosa degli altri come vuoi sia rispettata la tua.

Perchè c’è ancora troppa gente fa una differenza molto accentuata fra la cosa propria e quella degli altri. Piena di riguardi, di cure, di premure, di attenzioni per la cosa propria, tratta quella degli altri con disinvolta trascuratezza. Gente che in casa propria ha mille riguardi per le sedie, fa gli occhiacci se vede l’ospite insudiciare un mobile; se potesse, rincorrerebbe l’ospite passo passo con la scopa e il piumino della polvere in mano; e una volta accomodata in una vettura ferroviaria, fa tutti i suoi comodacci; appoggia i piedi sul sedile, insudicia il pavimento ecc. ecc.

C’è poi chi strilla se entrando in uno scompartimento non trova posto per sedersi; ma viceversa, se riesce a trovare un scompartimento meno affollato, vi si stende comodamente occupando due o tre posti, non solo con la propria rispettabile persona, ma con le valigie, io soprabiti e fa l’indiano se vede gente affacciarsi a cercare posti, per lasciar credere che i posti occupati dal soprabito o dalla valigia appartengono a qualche altro viaggiatore, ed ha magari il coraggio di lasciare la gente in piedi per tener comoda sul sedile la valigia.

C’è poi chi in casa propria, nei propri uffici è rigorosissimo con le norme di buona creanza e coi regolamenti; ma se si trova in treno fuma anche se lo scompartimento non è per fumatori e fa tutti quei comodi che egli stesso qualificherebbe per villanie se altri li facesse in casa sua o nel suo ufficio.

È poi necessario abituare un po’ il pubblico al rispetto della cosa altrui; specialmente al rispetto della cosa pubblica chè è ancora troppo radicato e diffuso il pregiudizio secondo il quale, come dice un vecchio motto dialettale, «roba del Comun l’è roba de nissun».

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