Cent'anni fa

Giorni di malattie, infortuni, decessi e pena di morte

Le notizie del 3 ottobre 1926
Cimitero monumentale Lugano. ©Chiara Zocchetti
Red. Online
03.10.2026 06:00

I decessi in Isvizzera
Le malattie che causano un maggior numero di decessi nel nostro paese sono il cancro, le malattie di origine tubercolosa e le polmoniti. Se noi esaminiamo le statistiche svizzere dal 1913 al 1923, noi vediamo che il numero dei decessi dovuti al cancro è aumentato; nel 1913 era di 4.666 e nel 1923 è passato a 5.051. Le malattie di origine tubercolosa continuano a fare numerose vittime, specialmente la tisi polmonare; la cifra dei decessi dovuti alla tubercolosi era di 7.739 nel 1913, diminuì fino al 1916, poi aumentò di nuovo negli anni 1917 e 1918; diminuì in seguito costantemente a partire dal 1920 per raggiungere 5.866 nel 1923. La polmonite e la bronco-polmonite che avevano causato 4.660 decessi nel 1913 hanno fatto meno vittime nel 1923. Le cifre concernenti il morbillo hanno passato da 378 a 145 subendo forti variazioni, quelle concernenti la scarlattina da 93 a 28; la difterite che causava 43 decessi nel 1913, in seguito aumentò; nel 1920 causò 674 decessi e 200 nel 1923. Segnaliamo ancora il numero dei suicidi che si è mantenuto press’a poco uguale dopo esser diminuito leggermente nel 1916 al 1918. Da 956 nel 1913 è passato 914 nel 1923; il numero degli infortuni mortali ha ugualmente poco variato. Da 2.097 nel 1913 è passato a 1.918 nel 1923. A titolo d’indicazione diciamo che nel 1923 la popolazione media della Svizzera era di circa 3.864.000 abitanti e nel 1923 di 3.902.000; i decessi di 55.400 circa nel 1913 e di 46.000 nel 1923. È evidente che le conclusioni che si possono tirare da queste statistiche non hanno che un valore approssimativo, poiché un gran numero dei fattori entrano in giuoco e ne modificano i risultati. Nondimeno possono dare un’idea sufficiente delle cause di decesso nel nostro paese e del movimento di certe malattie.

Rivista italiana
Il Consiglio dei Ministri d’Italia ha approvato il progetto di legge che ristabilisce la pena di morte per delitti contro il sovrano e il capo dello Stato. Questa è una cattiva decisione; non si deve dimenticare che la iniziativa dell’abolizione della pena di morte è partita dall’Italia ed è stata considerata una delle conquiste della moderna civiltà. Non è vero che la pena di morte costituisca un freno ai delitti politici. Colui che si accinge a commettere un delitto politico mette già in pegno la sua vita e non sarà certo la pena di morte che lo farà desistere. Pare che il ripristino della pena di morte sia stato adottato per dare soddisfazione agli estremisti i quali dopo l’attentato di Mussolini si erano dati a imprecare contro la debolezza del Governo. Gli estremisti capitanati da Farinacci, avevano tentato di dare il tracollo al ministro degli interni on. Federzoni e al nuovo segretario del Partito fascista, on. Turati; ma pare che nell’ultima seduta del Direttorio gli estremisti siano stati battuti e Federzoni sia riuscito a trionfare. La corrente farinacciana costituirebbe ora una opposizione fascista nel fascismo specialmente contro il Ministro Federzoni il quale viene dal partito nazionalista.

Tutte le edizioni del Corriere del Ticino disponibili nell'Archivio Storico del CdT.                

In questo articolo: