Gli Stati Baltici si uniscono contro l'Unione Sovietica

La neutralità della Svizzera
Una parola sensata
L’ultimo numero della Rivista «Echi e commenti» fa posto ad un articolo del generale Rocca sulla neutralità della Svizzera. L’articolista, riferendosi agli accenni della stampa estera circa le pretese mire dell’Italia sul Ticino, afferma che tali mire costituirebbero un controsenso giacché, se per pura ipotesi, la Confederazione svizzera dovesse scomparire e i cantoni francesi, tedeschi ed italiano dovessero unirsi alle rispettive nazioni, l’Italia si troverebbe nella penosa situazione di dover fare cattivo viso all’ammissione dei ticinesi. Il generale Rocca, illustrando le ragioni per le quali la Confederazione svizzera, forte e concorde come è al presente, è per la sicurezza del Regno d’Italia di somma necessità, ricorda i gravi timori del comando supremo italiano durante la guerra per una possibile violazione della neutralità elvetica per parte degli Imperi Centrali e aggiunge: «Le preoccupazioni che il Comando supremo ebbe giustamente per una violazione della neutralità svizzera da parte della Germania, mostrano per sè sole quanto maggiore sarebbe il pericolo, in caso di guerra, quando – per dannata ipotesi - cessasse di esistere la Confederazione svizzera e se noi, incorporato il Ticino, fossimo confinanti colle Alpi, che ora ci dividono, colla Svizzera, dalla Germania alleata all’Austria. In questo caso le nostre frontiere cogli austro-tedeschi verrebbero ad estendersi di altri 300 km dai colli della Rezia a quelli del Gran San Bernardo, lungo la zona montana tagliata da ben 10 strade rotabili convergenti in Lombardia e nel Piemonte, e le nostre forze non sarebbero adeguate alla difesa dell’estesa fronte, sia pure coll’odierno vantaggio di aver eliminato il pericoloso saliente del Trentino. Fino a che dunque si abbia la certezza, ora ben confermata dalla grande guerra, che la Confederazione svizzera è fedele alla propria neutralità e decisa a farla rispettare ad ogni costo da tutti, l’esistenza della Confederazione elvetica costituisce per l’Italia un fortissimo vantaggio militare». N. d. r. — Il gen. Rocca, come aveva già fatto il maresciallo Cadorna, ha parlato come deve parlare un uomo che giudica le cose non con la fantasia o con la retorica semplicistica, ma con la ragione ed il buon senso; le osservazioni del gen. Rocca che devono rispecchiare il pensiero dell’Italia ufficiale e responsabile, tagliano corto alle fantasie delle poche teste calde che farneticano di manomissione del Ticino.
La Giornata estera
Le trattative tra Russia e Stati Baltici per la stipulazione di un Patto di non aggressione continuano. La Russia, già dichiaratasi pronta a riconoscere l’unione dell’Estonia e della Lituania in una Federazione baltica, vorrebbe con quest’ultima, colla Finlandia e colla Polonia concludere 3 differenti trattati, mentre le nazioni anzidette sarebbero d’accordo nel chiedere la stipulazione di un unico di patto. Scopo sarebbe di offrire nei riguardi della Russia un blocco solo legato dai medesimi doveri, mentre si comprende che l’Unione Sovietica preferirebbe vedere divise le parti contraenti.
Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino disponibile nell'Archivio Storico del CdT.
