I bottegai e la iattura dei turisti stranieri in tempo di Pasqua

La Nota
Un bottegaio si è lamentato di alcuni forestieri pasquali, molto pasquali, entrati nel suo negozio per fare delle compere. I forestieri pasquali, dopo aver toccato e palpato tutto, fuor che la commessa, si sono decisi a comperare sei cartoline illustrate, ma chiesto il prezzo e saputo che costavano quindi centesimi l’una, si sono affrettati a deporre le cartoline e, come si dice in gergo militare, a tagliar la corda. Il bottegaio mi ha pregato di fare un piccolo Quaresimale (i Quaresimali sono diventati di moda come i capelli alla bébé e i denti d’oro) ed eccomi a soddisfare il suo desiderio:
«Caro e fedele forestiero che scendi dall’alto per venire a godere il sorriso dei nostri colli fioriti, il tepore dell’aria nostra profumata di biancospino, per bearti nella bellezza smagliante dei nostri laghi, delle nostre sponde parse di ville, frangiate di ulivi d’argento e (se sei un uomo di buon gusto) per ammirare il bel viso, gli occhi pieni di sole delle nostre ragazze, così belle quando son belle, vedi che noi facciamo di tutto per rallegrarti il soggiorno, ma non devi chiederci l’impossibile. Ti offriamo il cielo, il sole (se non c’è, lo trovi sulle cartoline illustrate), i fiori, la natura in festa, ma non possiamo offrirti anche il portafoglio perchè, per quanto le nostre città abbiamo un aspetto signorile e delle strade e dei servizi pubblici che ci costano due occhi del capo, siamo gente che vive del lavoro e non siamo ancora arrivati a quel tanto di ricchezza che ci permetta di buttarti al collo non solo le braccia ma anche la borsa.
Io non so se al tuo paesello, che è tanto bello, la roba viene regalata, onde quando uno va in un negozio, sceglie, compera e poi, al momento di mettere mano alla borsa, si sente dire dal bottegaio: “No, no, non si disturbi, qui si dà tutto gratis”. Può darsi che al tuo paesello ci sia questa moda, da noi non c’è ancora. Da noi il bottegaio la roba la deve pagare al fornitore, il quale deve fare a sua volta il verso col fabbricante, i cui operai non lavorano solo per dar moto alle braccia ma anche per guadagnare qualche soldo; onde il bottegaio la roba che dà deve farla pagare; e se è onesto, la fa pagare prezzi onesti, se è un ladro, a prezzi da ladro; ma gratis non la può dare e nemmeno a un prezzo inferiore a quello che la merce costa a lui, a meno che sia un pazzo di quelli che gettano i mobili dalla finestra.
La morale, caro e fedele forestiero, sia che tu parli tedesco, inglese, svedese, ottentotto o esperanto, è una sola; una morale un po’ pedestre anche nella forma, ma che risale ai tempi in cui Caino andò a comperare un po’ di insalata dal fratello Abele: Chi compra, paghi».
Gavroche
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