Cent'anni fa

I salari vanno adattati al costo della vita in Isvizzera

Le notizie del 20 agosto 1926
Gli alti salari pagati dopo la guerra sono stati ridotti solamente nell'industria delle macchine.
Red. Online
20.08.2026 06:00

Costo della vita
L’ultimo rapporto dell’Associazione svizzera dei costruttori di macchine e degli industriali metallurgici segnala che nel corso degli anni 1921-22, l’industria delle macchine ha ridotto approssimativamente i suoi salari al livello del costo della vita. La maggior parte delle altre industrie, constata lo stesso rapporto, il commercio e particolarmente i servizi e le imprese di Stato (Confederazione, Cantoni e Comuni) non hanno ridotto fino ad oggi, che in debole misura ,gli alti salari pagati dopo la guerra. Un rapporto di perizia redatto da un membro del Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie Federali, dimostra che il livello dei salari è rimasto molto elevato in questa impresa di Stato. Calcolandovi i supplementi e le altre prestazioni, i salari pagati ai 3.400 operai degli ateliers delle F. F., sarebbero del 43 per cento superiori ai salari delle stesse categorie dell’industria privata delle macchine e metalli. La Direzione generale delle F. F. che ha fatto un calcolo analogo, ottiene una differenza del 31 per cento. Per l’insieme del personale delle F. F., questa miglioria si tradurrebbe, a dire dell’esperto, in un aggravio annuo di 60 milioni di franchi. In merito è utile rilevare che l’industria sopporta per sé stessa la maggior parte di questi aggravi, per mezzo delle tariffe di trasporto elevate che essa deve pagare, e che gli altri aggravi dei servizi pubblici e imprese dello Stato hanno per effetto di aumentare assai il costo della produzione dell’industria. I salari che lo Stato mette a carico della comunità, in vista di adempiere la sua missione di imprenditore modello, pesano così tutti sulla economia. Essi sono senza alcun dubbio una delle cause del livello del costo della vita assai elevato in Isvizzera, e che non giustificano né la situazione economica né lo stato delle finanze pubbliche. Gli operai delle imprese private intendono trarre partito della situazione e domandano a loro volta dei salari elevati. Gli aumenti degli stipendi individuali o collettivi che ne risultano, hanno per effetto di elevare il livello generale dei salari nel momento stesso cui la maggior parte delle imprese faticano assai a coprire le loro spese generali. Spetta ad ogni singola impresa di giudicare, avuto riguardo della situazione dei suoi affari ed in rapporto alle altre imprese affiliate, se essa è in grado di affrontare un aumento del livello dei salari. La chiusura quasi completa delle frontiere e le restrizioni alla libertà di introduzione della mano d’opera estera, spiegano anche, in parte l’aumento intervenuto nel livello dei salari dopo l’anno 1922, nel momento istesso in cui i prezzi avevano una tendenza al ribasso. Checché ne sia, l’attività che soffre maggiormente di questo stato di cose, è l’industria di esportazione, che lotta sui mercati esteri contro la concorrenza di paesi che ignorano o non risentono nella stessa misura le funeste conseguenze che esercitano sugli sbocchi e i prezzi, i salari elevati. […] Non si potrà rimediare alla situazione difficile dell’industria che con un adattamento dei salari di tutte le imprese pubbliche e private al livello reale del costo della vita in Isvizzera.

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