La Luce in fondo al tunnel

Il Guardian elogia la gestione dei castori in Svizzera

Stando ai dati, il numero di castori è cresciuto da circa 1.600 nel 2008 a quasi 5.000 nel 2022 – Questo ritorno ha benefici ecologici importanti: le dighe dei castori favoriscono la biodiversità, creano nuovi habitat e aiutano la gestione naturale dell’acqua
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Camilla Vagnozzi
04.01.2026 06:00

Il Guardian elogia la gestione dei castori in Svizzera

In Svizzera la popolazione di castori è in aumento e la notizia è arrivata ad interessare anche la redazione del Guardian. Stando ai dati, il numero di castori è cresciuto da circa 1.600 nel 2008 a quasi 5.000 nel 2022.

Questo ritorno ha benefici ecologici importanti: le dighe dei castori favoriscono la biodiversità, creano nuovi habitat e aiutano la gestione naturale dell’acqua. Allo stesso tempo, l’aumento degli animali ha portato alla nascita di alcuni conflitti locali, soprattutto per quanto riguarda alberi abbattuti, il rischio di allagamenti e danni alle infrastrutture.

La Svizzera punta soprattutto sulla convivenza uomo-animale e sulla gestione degli esemplari che ne esclude l’abbattimento, con strumenti come linee di assistenza e interventi preventivi. Solo in casi eccezionali i cantoni possono intervenire in modo selettivo. 

Il castoro è oggi tornato a essere una specie chiave degli ecosistemi svizzeri, con sfide da gestire ma anche grandi vantaggi ambientali.

Inclusione: la storia del lupo vegetariano

In Francia è diventato recentemente famoso uno spot animato della catena di supermercati Intermarché, intitolato «Le mal aimé». 

Racconta la storia di un lupo emarginato perché considerato pericoloso. Per essere accettato dagli altri animali della foresta, l’animale rinuncia a mangiare carne e impara a cucinare verdure, che porta come dono a una festa.

Lo spot, emotivo e diffuso soprattutto durante il periodo natalizio, trasmette un messaggio di inclusione, cambiamento e gentilezza, usando un cartone animato curato e una colonna sonora nostalgica in grado di raggiungere diversi tipi di pubblico.

Può esistere un Nobel per il clima?

Il 2025 si conclude con una proposta: la nascita di un «Premio Nobel per il clima e la salute planetaria» che stia al passo con l’urgenza della crisi climatica. 

L’idea è di Ecosia, motore di ricerca che pianta alberi, che ha proposto di contribuire con una  dotazione iniziale di 1 milione di euro per aiutare a costituire ufficialmente un Premio Nobel dedicato al clima. L’idea è che il premio possa riconoscere scienziati, innovatori, attivisti, comunità o politiche che abbiano reali progressi nel mitigare, adattare o affrontare la crisi climatica. 

L’obiettivo sarebbe seguire un modello simile a quello del Premio Nobel per l’Economia, che non faceva parte dell’originale volontà di Alfred Nobel ma è stato successivamente istituito. Al momento la Fondazione Nobel non ha istituito alcun riconoscimento, ma chissà che non sia una novità per il 2026. 

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