In prigione l'operaio che appiccò un incendio perché disoccupato

Confederazione
(ag) – Il tribunale cantonale di Zurigo ha condannato l’operaio Giovanni Biedermann, di 36 anni, a un anno e mezzo di reclusione e a un anno di privazione dei diritti civili. Biedermann, esasperato di non poter trovare del lavoro, appiccava il fuoco a un cascinale per farsi punire e rinchiudere nella prigione cantonale di Regensdorf.
(ag) – I tre fratelli Ebener, dall’età di 25 a 30 anni, e il signor Max Rieder, di 21 anni, tutti di Kippel, erano partiti giovedì per un’escursione in ski. Essi passarono per la Loetschenluecke, si diressero verso la capanna Egon von Steiger, dove depositarono i sacchi, e indicarono su un biglietto che si recavano alla capanna Concordia, rientrando poi nella serata alla prima capanna. Durante la giornata di giovedì scoppiava una violenta burrasca che andò intensificandosi, raggiungendo il punto culminante nella giornata di sabato. Si credette che i quattro turisti fossero rimasti rinchiusi in una delle capanne. Domenica essi non fecero ritorno. Una colonna di soccorso partiva alla loro ricerca. Arrivò domenica alla capanna Egon von Steiger, dove trovò le parole scritte dagli skiatori. La colonna proseguì il cammino fino alla capanna Concordia, ma purtroppo non scoperse nessuna traccia degli scomparsi. Questi hanno probabilmente perduto ogni orientamento in seguito alla tempesta e perirono tra le nevi. Siccome non esiste più alcuna possibilità di trovare i quattro skiatori scomparsi e la neve e il cattivo tempo rendono difficili i lavori di salvataggio, difficili e pericolosi, le ricerche furono sospese provvisoriamente.
Lugano
Il ladro dell’oreficeria Brunel fuggito in Italia
Come abbiamo detto, la polizia era riuscita, sulla base di indicazioni sicure, a stabilire la identità dell’autore del furto in danno della oreficeria Maire Brunel; possiamo ora dire che si tratta di un argentino matricolato che ebbe già a che fare con la polizia di Lugano nel 1914 ed è segnalato alle polizie come uno specialista nello scasso di oreficerie.
È certo Castro Paolo, argentino nato nel 1884, detto Borella, Pinin, Temistuffi, tutti nomi di battaglia. Il Castro ha operato molto a Zurigo e conosce assai bene il Ticino. Giunto a Lugano giovedì, il Castro ha visitato con un suo compare alcune oreficerie della città e poi ha posto gli occhi sulla oreficeria Brunel, e sabato ha fatto il colpo. Il Castro, di cui la polizia tiene la fotografia, è stato riconosciuto da vari testimoni che videro il ladro fuggire dopo il colpo. In una cantina dell’Hotel Bristol sono stati trovati degli astucci vuoti appartenenti alla oreficeria Brunel.
Si suppone quindi che il ladro, fatto il colpo, sia scappato verso la stazione, si sia liberato in via Maraini degli astucci ed abbia poi preso il treno per l’Italia. In possesso di un passaporto spagnuolo, deve aver potuto passare indisturbato il confine. Le indagini della polizia continuano.
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