Incendio distruttore alla fabbrica di ceramiche di Campione

Lugano
Pro Croce Verde
Dal signor Federico Egli, contributo per il 1926, fr. 50; E. Ernst, contributo 1925, fr.20; Carpani-Bernasconi, contributo 1925, fr. 15; Legato Arnoldo Franscini fr. 1000; I. R. in memoria della cara mamma fr. 20; Comitato Carnevale fr. 100. La Direzione porge i più sentiti ringraziamenti.
In Fascio
Un incendio scoppiato nella Ceramica di Campione ha distrutto parte dell’essiccatoio ed una forte quantità di merce, tra la quale alcuni bei esemplari destinati alla Mostra Campionaria di Basilea. Sul posto si sono recati i pompieri di Lugano. L’intervento dei pompieri è stato sollecito a provvidenziale. A proposito di una critica mossa circa la sollecitudine dell’intervento, il Comando ci comunica che ai sensi del vigente regolamento municipale, il comando non è autorizzato a recarsi fuori comune, se non dietro richiesta «del Sindaco o di che ne fa le veci»; così, mentre provvide ad allarmare la Squadra di prima partenza, sollecitò la richiesta di cui sopra. Ciò che si verificò a circa 10 minuti dalla prima chiamata. Ora, da questa all’arrivo sul posto dell’incendio non trascorsero che 8 o 10 minuti, così che il tempo impiegato dalla chiamata all’arrivo a Campione fu di soli 20 minuti.
Rivista Italiana
Processo Matteotti
Chieti, 23 (ag) – La sentenza del processo Matteotti si avrà certamente nella giornata di mercoledì. Infatti, la udienza di martedì ha permesso agli avvocati difensori di esaurire le loro arringhe. Mercoledì parlerà da ultimo l’on. Farinacci. Nelle loro arringhe i diversi avvocati difensori hanno sostenuto la non provata esecuzione materiale del delitto da parte degli imputati. Essi, poi, ammettendo il rapimento del deputato socialista compiuto dagli imputati, hanno soprattutto illustrato lo sfondo politico di tale azione, la quale è venuta a coronare una serie di episodi di lotta tra il fascismo e il sovversivismo in Italia. Gli imputati erano convinti che l’on. Matteotti, non tanto per la sua qualità di deputato al parlamento, quanto per i contatti che manteneva colle organizzazioni socialiste estere, agisse contro gli interessi e la tranquillità della nazione italiana. Questa convinzione ha tratto gli imputati a compiere il rapimento, che voleva essere unicamente una intimazione e che finiva invece così tragicamente.
Un furto colossale a Venezia
Venezia, 24 (ag) – I giornali informano che il titolare dell’Ufficio delle successioni, fuggito 15 giorni fa da Venezia e rifugiatosi a Parigi, avrebbe commesso degli ammanchi che, da una prima verifica di cassa, ammontano a 5 milioni di Lire. È probabile che ulteriori indagini abbiano a far aumentare la cifra devoluta. Il titolare, cav. Matteuzzi, già da anni si sarebbe approfittato dei fondi cassa. Sembra che egli si recasse sovente a Monaco, dove sperperò le somme rubate.
Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino del 24 marzo 1926 disponibile nell'Archivio Storico del CdT.
