Incidente mortale a Massagno: la vittima è un bambino

La nota
Bisognerà che i pedoni si decidano a pensare seriamente alla difesa non tanto dei propri interessi quanto della propria vita, e a tutelare quel poco di diritti che ancora restano loro sull’uso delle strade pubbliche. C’è la legge, si dice, per questo. Tante grazie! La legge c’è ma non è sufficientemente attrezzata per una seria ed efficace difesa del pedone. Oggi anche i paracarri sanno che la contravvenzione per gli eccessi di velocità da parte dei veicoli a motore costituisce la più amena beffa che la legge possa giocare al pedone, ed un’altra beffa è rappresentata dalla legge che disciplina il rilascio delle patenti per la circolazione con veicoli a motore. E lo prova il fatto che la cronaca nera di tutti i paesi del mondo è oggi quasi esclusivamente alimentata da disgrazie, da investimenti, da schiacciamenti, da accoppamenti automobilistici; il pedone è oggi il protagonista d’obbligo della cronaca delle disgrazie stradali. Ci vuole qualche cosa d’altro per una protezione energica ed efficace dei pedoni, per un regime di disciplina e di ordine nella circolazione sulle pubbliche strade. Eliminare anzitutto dalla circolazione con veicoli a motore coloro che non hanno per qualsiasi motivo attitudine a tenere il volante di una vettura, eliminare coloro che trasformano la strada in una pista chiusa, quei conducenti che lanciano la vettura a grande velocità senza nessun riguardo per la vita dei pedoni; epurare insomma energicamente e con criteri rigorosissimi il mondo degli automobilisti e dei motociclisti e finirla con la burla delle contravvenzioni, bisogna arrivare all’obbligo per le vetture a motore di circolare nell’abitato a passo d’uomo. Questo dovrebbero chiedere i pedoni al Governo, alle associazioni turistiche, appoggiando la richiesta magari con la minaccia di una iniziativa popolare di carattere radicale, iniziativa che avrebbe tutte le probabilità di riuscita perché i pedoni malgrado il disprezzo cui sono fatti segno costituiscono sempre la maggioranza, e coi pedoni del resto si unirebbero anche gli automobilisti onesti, coscienziosi, quelli, insomma che hanno ancora un po’ di rispetto per la vita del prossimo. Gavroche.
Una grave disgrazia automobilistica
Ieri sera verso le 6 si spargeva in città la notizia di una grave disgrazia automobilistica successa a Massagno. Verso le 5,30 Giulio Arigoni di anni 8, figlio del signor Arigoni negoziante di pietre, che ha una casa a Massagno, uscendo dal giardino di casa a corsa venne improvvisamente investito da una automobile che veniva da Bellinzona. Guidava la vettura il proprietario stesso, signor Costa Zarissi. All’urlo straziante del ragazzo accorse subito gente, il Giudice di Pace, sig. Giovanni Lepori, la cui casa si trova di fronte alla casa Arigoni, fu immediatamente sul posto; il povero ragazzetto venne raccolto già morente per la frattura del cranio. Sul posto arrivò il Delegato di Polizia il quale eseguì una inchiesta che condusse all’arresto del proprietario dell’automobile che venne tradotto al penitenzierie e al sequestro della vettura.
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