La moda «autunno-inverno» privilegia linee morbide e diafane

Moda in preparazione
Il caldo incomincia appena a farsi sentire e già a Parigi i sarti intraprendono il lavoro per i modelli autunnali. Alcune grandi case presenteranno i loro modelli ai primissimi giorni di agosto, proprio nel momento in cui lo sfoggio dei vestiti leggeri di estate sarà più ostentato. Si può facilmente immaginare a quale febbrile lavoro di organizzazione e di preparazione si stiano sottoponendo le varie classi di persone da cui dipendono la eleganza e la moda. Tutto un popolo chino sul lavoro per creare e lanciare qualche cosa di nuovo e di possibilmente bello, al solo fine di rendere più adorna, più bella e più felice la donna che nell’eleganza trova il solo elemento nel quale si sente a suo agio. Ma questa è gerarchia, cioè inesorabile scala dei valori umani. Pare — se con il trascorrere dei giorni non muteranno le idee — pare che le collezioni autunnali marcheranno la fine di un periodo tentennante fra una linea e l’altra, fra l’abito stretto e l’abito lungo; fra tutte le esitazioni che da parecchie stagioni vanno incombendo su questa... «povera» moda, costretta a lasciarsi maltrattare, a seconda del capriccio dell’umanità. Sembra che le tradizioni delle Case usciranno infine dal caos nel quale si trovavano per riprendere le idee capitali che portavano un tempo alla manipolata ricerca di un taglio complicato. Le stoffe dunque verrebbero arricciate, drappeggiate, ritagliate, piegate in cocche voluminose. Si vedrebbero i nodi, i pannelli mobili e i «godets». Si vedrebbe così la «silhouette» femminile perdere la rigidezza alla quale s’era condannata da qualche tempo in qua e riprendere un senso di morbidezza mobile maggiormente adatto alla fragilità femminile. È specialmente negli abiti da sera che si dovrebbe usare la nuova tendenza: gli abiti diafani in seta morbida succederebbero ai vestiti pesanti in perle o in lamé — che — si dice — sarebbero in diminuzione. L’influenza maschile — sempre secondo il verbo dei parigini — andrà eliminandosi completamente e persino i tailleurs saranno meno rigidi, e confezionati in seta. Ogni dettaglio femminile, dalle incrostazioni di pizzo ai «volants» sarà utilizzato per rendere maggiormente donnesca la moda di domani. La larghezza delle gonne andrà ancora aumentando, tantoché si preconizza persino il «plissé soleil». In fatto di stoffe si parla di «moiré», ma con disegni nuovi e svariatissimi. Le linee del «moiré» si complicano in cerchi, in arabeschi, in spine di pesce: queste nuove stoffe si fanno in tutte le tinte. Il «taffetas moiré» è anche una stoffa nuova che avrà grande successo. Le sete opache, si utilizzano molto per i soprabiti, e le stoffe trasparenti per gli abiti da pomeriggio e da sera. La mussolina godrà della più grande popolarità e se ne faranno dei modelli che saranno resi amplissimi mediante arricciature, pieghe, pannelli e godets. Il pizzo e le mussole, lavorate assieme, si vedranno in tutte le collezioni specialmente in nero; si vedranno anche le mussoline di un solo colore velare le mussole stampate. I giochi di trasparenza saranno una delle note più importanti della stagione invernale.
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