La relazione sul volo del «Norge» sopra il Polo Nord

Il viaggio del «Norge»
Ecco la breve relazione che viene comunicata senza firma: «Il Norge lasciò la Kingsbay martedì alle 9.55 con un carico complessivo di 12 tonnellate, compreso il carburante. Prima di sorpassare l’isola di Amsterdam, la rotta venne controllata con bussola magnetica e con bussola solare. Si prese la direzione nord, seguendo il meridiano della Kingsbay, per avvalersi poi del controllo radiogoniometrico di quella stazione radio.
Brillava il sole, che si nascose solo circa un’ora prima di arrivare al Polo terrestre. Questa prima fase del volo aveva relativamente più scarso interesse, in quanto si trattava di regioni precedentemente osservate dalla spedizione Amundsen ed Ellsworth del 1925.$
La rotta venne continuamente controllata col radiogoniometro e dai rilievi di longitudine quando il sole si trovava in condizioni favorevoli. Per tali osservazioni si teneva naturalmente conto anche della velocità dell’aeronave risultante dagli appositi strumenti di misura, e poteva essere così calcolata la latitudine per determinare l’esatta posizione del Polo. Questo venne raggiunto la mattina seguente alle ore 2.
Raggiunto il Polo, il Norge si portò a bassa quota rallentando la velocità; quando l’aeronave fu sul punto che, secondo i calcoli controllati, rappresentava il 90° di latitudine nord, Amundsen, Ellsworth e Nobile lasciarono cadere le bandiere delle rispettive Nazioni.
I vessilli erano assicurati ad aste munite inferiormente di una punta di ferro; essi caddero perciò come frecce fiammanti, andando a conficcarsi sul ghiaccio. Mentre la semplice, suggestiva cerimonia si compiva, tutti gli uomini del Norge si scoprirono il capo. Poi rimasero per qualche minuto a osservare commossi i bei colori che spiccavano tra il bianco abbagliante delle nevi.
Dopo aver girato sul Polo, il Norge riprendeva la rotta, filando in direzione della Punta Barrow, attraverso la immensa regione polare sulla quale finora mai s’era posato lo sguardo degli uomini.
Alle 7 antimeridiane venne raggiunto il Polo glaciale, rimasto finora inaccessibile. Gli uomini del Norge, tutti lieti e sorridenti, si dimostravano reciprocamente la soddisfazione con calorose strette di mano.
Venne quindi la nebbia, che ci obbligò a navigare mantenendoci a quote molto elevate. Tuttavia in seguito fu possibile osservare, attraverso gli squarci dei banchi nebbiosi, vaste zone coperte da ghiacci, ma nessuna traccia di terra. Il cielo era coperto da nubi che a mano a mano si addensavano, mentre in basso il panorama si velava di nebbia. Fummo perciò costretti a proseguire».
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