Cent'anni fa

La sicurezza dei confini, simboleggiata da un monumento

Le notizie del 13 luglio 1926
Grande festa per la posa della prima pietra del Monumento della Vittoria a Bolzano.© Wikimedia Commons
Red. Online
13.07.2026 06:00

Rivista italiana
La posa della prima pietra del monumento della vittoria a Bolzano ha rivestito solenne carattere per l’intervento del re e per la grande affluenza di pubblico, accentuatosi nella cittadina dell’Alto Adige dove contemporaneamente alla cerimonia della posa della prima pietra si teneva il congresso dei mutilati di guerra. I rappresentanti di questi ultimi, dell’associazione dei combattenti e dei fascisti erano numerosissimi, convenuti da tutte le regioni d’Italia. La cerimonia è stata caratterizzata anche da una sfilata davanti al sovrano di un lungo e pittoresco corteo, nel quale tutti i paesi dell’Alto Adige erano rappresentati nei loro tradizionali costumi. Il sovrano ha assistito alla cerimonia da una tribuna innalzata accanto al monumento di Walter von der Vogelweide. Egli aveva a fianco i marescialli Cadorna e Badoglio; i presidenti della Camera e del Senato e il ministro dell’istruzione pubblica, il quale rappresentava il capo del governo. Il ministro ha pronunciato un discorso rilevando il significato della cerimonia e riaffermando che il monumento della vittoria a Bolzano, voluto dal duce come segno della volontà incrollabile dell’Italia, accentuerà la sicurezza dei suoi confini.

Nel pomeriggio di domenica è stata miracolosamente evitata una grave sciagura ferroviaria. Il direttissimo del Sempione N. 205 che parte da Domodossola alle 12,20 ed arriva a Milano alle 14,56 mentre percorreva il tratto fra Meina ed Arona alla velocità di 70 km all’ora deviava colla locomotiva percorrendo circa 400 metri sollevando il pietrisco della massicciata e minacciando paurosamente di capovolgersi lungo la scarpata essendo il binario in curva. È facile immaginare il panico dei viaggiatori che affollavano il convoglio. Se l’incidente non ha avuto conseguenze fatali lo si deve alla prontezza del macchinista Enrico Giuseppe de Deposito di Milano che, con abile manovra è riuscito ad arrestare prontamente il direttissimo.

All’Ospedale di Genova veniva ricoverato il cameriere Duilio Biagiotti di 23 anni da Lamporecchio il quale si è avvelenato con del permanganato di potassio. Il Biagiotti si era licenziato dall’albergo Cavour di Milano per andare a Viareggio per la stagione. Durante il percorso dalla stazione veniva derubato del portafogli contenente tutto il suo risparmio. Preso da sconforto il disgraziato si decise ad ingoiare il veleno. È stato ricoverato con prognosi riservata.

La rappresentazione al teatro Mazari di Brindisi è stata l’altra sera turbata da un drammatico incidente. Il diciannovenne Carmine Agostinelli, colpito da un improvviso squilibrio mentale, si è gettato dal loggione andando a cadere tra gli attori sul palco. Passato il primo attimo di sbigottimento, mentre in platea molte signore cadevano svenute, il giovane, che appariva gravemente ferito, è stato sollevato e trasportato all’ospedale. Nella caduta aveva riportato la frattura della base del cranio e della mascella. Egli versa in gravissimo pericolo di vita per la sopravvenuta commozione cerebrale.

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