La situazione economica svizzera è in peggioramento

Nel corso degli ultimi mesi la situazione economica svizzera si è piuttosto peggiorata. La curva della disoccupazione che da aprile, malgrado la stagione era scesa appena percettibilmente ha ripreso una direzione ascendente alla fine di luglio. Il numero dei disoccupati è aumentato del 7 per cento in cifra tonda. Il ristagno della esportazione e il fiacco andamento dell’industria edile hanno avuto per effetto un prematuro peggioramento del mercato del lavoro, peggioramento, che si estende, per così dire, a tutti i gruppi professionali. Rispetto al mese di giugno, l’industria edile registra un numero di postulanti, maggiore del 22 per cento, nell’industria metallurgica e delle macchine la cifra è aumentata del 10 per cento. Il peggioramento risulta anche dai rapporti delle industrie circa il grado di occupazione. Solo il 25 per cento di tutte le imprese considerate danno le previsioni per l’occupazione come buone o soddisfacenti, mentre il 29,4 per cento delle stesse le definiscono cattive o insoddisfacenti e il 44,9 per cento vengono definite incerte. Preponderatamene sfavorevoli sono giudicate le previsioni specialmente nell’industria del cotone, incerte nell’industria del lino, industrie chimiche, industria della carta, e degli orologi. Non si deve inoltre dimenticare che la diminuzione della disoccupazione già in aprile era minima, inferiore di certo a quanto avrebbe dovuto essere con un corso normale della stagione. Dunque già da parecchi mesi la situazione del mercato del lavoro porta il contrassegno di un debole peggioramento. La situazione dell’esportazione presenta un quadro analogo. Il commercio esterno svizzero nel mese di luglio registra una somma di importazione di 220,4 milioni di franchi e una somma di esportazione di 147,7 milioni di franchi. Rispetto al mese di giugno l’importazione aumentò di 19,8 milioni di franchi, l’esportazione diminuì invece di un mezzo milione in cifra tonda, per cui il bilancio commerciale registra 7 milioni di più dalla parte del passivo. L’esportazione copre soltanto il 67 per cento dell’importazione contro il 73,9 per cento nel mese di giugno. Leggermente aumentata l’esportazione per la Germania, senza per questo che si sia potuto pareggiare l’ammanco causato dai rialzi dei dazi tedeschi nel mese di settembre dell’anno scorso. In seguito al tracollo delle valute hanno pure sofferto molto le esportazioni per la Francia e l’Italia. Il valore d’esportazione a destinazione di quest’ultimo paese non fu nel mese di luglio che di 7,8 milioni di franchi, mentre la Francia comperò alla Svizzera per 15 milioni di franchi in merce. Alquanto soddisfacente è soltanto l’esportazione per gli Stati Uniti, la quale è maggiore di 2 milioni di quella dello scorso anno. Anche l’esportazione a destinazione dell’Inghilterra è aumentata, sebbene di poca cosa. Il mercato dei capitali non ha subito modificazioni degne di rilievo.
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