La Svizzera ha elettrificato il 34% della rete ferroviaria

Le forze idrauliche
Gli sforzi fatti dalla Svizzera nel campo dello sfruttamento delle forze idrauliche appaiono in modo evidentissimo all’esposizione internazionale di Basilea. Se l’estero ci rivela i progressi della tecnica in materia di navigazione interna, la Svizzera, fornisce una ricca dimostrazione dello sviluppo preso da noi dell’elettrotecnica. Dopo il 1891, epoca in cui è stato risolto il problema del trasporto dell’energia elettrica a grande distanza, la utilizzazione delle forze idrauliche è aumentata in proporzioni considerevoli.
Nel 1885, il numero dei cavalli sfruttati non era che di 121.000; nel 1907 esso ascendeva già a 400.000; nel 1912 a 800.000 e alla fine del 1925 a 1.850.000 vale a dire quasi del terzo di tutte le forze idrauliche di cui possiamo disporre in Svizzera. Circa 7.000 officine procurano al nostro paese luce, calore e forza. Se la vita economica in Isvizzera si è sviluppata tanto da una trentina di anni in quà, essa lo deve innanzi tutto ai ruscelli e ai fiumi alimentati dai nostri ghiacciai e dai nostri laghi. Il carbone bianco è sempre più un elemento indispensabile della nostra prosperità economica, e inoltre esso ha il grande vantaggio di renderci indipendenti dell’estero. Le Ferrovie Federali hanno largamente contribuito ad intensificare lo sfruttamento delle nostre forze idrauliche […] e hanno costruito delle officine che possono essere considerate come le più potenti del genere. L’anno scorso le turbine del Ritom, di Amsteg, Göschenen, Barberine e Massaboden rappresentavano una forza totale di 195.000 HP, hanno fornito 340 milioni di KWH. ossia l’11 per cento dell’energia totale prodotta dalla Svizzera. Quando l’officina di Vernayaz sarà ultimata, la forza installata s’aumenterà di 111.600 HP. e, più tardi, verranno ad aggiungersene altri 60.000 per l’officina di Rupperswil e 120.000 HP per quella dell’Etzel. Tratta per tratta la linea di contatto si allunga e attualmente, 250 locomotive elettriche, più rapide e più potenti delle locomotive a vapore fanno il servizio su 1.004 km di strada ferrata. I vantaggi di questo nuovo modo di trazione sono tali che in tutti i paesi l’elettrificazione è diventata lo scopo della politica ferroviaria e le amministrazioni che vi aderiscono sono sempre più numerose. Però, mentre la Germania non ha ancora elettrificato che 1,47 per cento della sua rete, l’Austria il 3,9 e l’Italia il 4,73 per cento noi abbiamo un vantaggio enorme su tutte le nazioni col 34 per cento. Per un paese senza carbone ma possedente delle forze idrauliche inesauribili, era appunto un dovere nazionale di lavorare all’elettrificazione delle sue ferrovie. L’estero non è rimasto insensibile ai nostri sforzi e durante la giornata ufficiale dell’Esposizione di Basilea, il sig. Landmann, primo borgomastro della città di Francoforte sul Meno, ha esclamato: «Sarà sempre una gloria per la Svizzera, d’avere per prima in Europa, intrapreso l’elettrificazione delle sue ferrovie e di essere oggi ancora un luminoso esempio agli altri Stati, in questo campo».
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