L'annoso problema del personale avventizio forestiero

I Ticinesi e l’industria alberghiera
Egregio signor Direttore, in questi ultimi giorni di polemica giornalistica accesa in merito al «tedescamento» del Ticino, è affiorata di nuovo la questione, più importante di quanto generalmente si creda, del personale d’albergo. L’egregio preside del Liceo, sig. Francesco Chiesa, se n’è voluto occupare al punto 6. delle sue proposte, ed io, nell’intenzione di portare un modesto contributo alla risoluzione pratica di questo problema di primo valore per gli interessi dei ticinesi e dei domiciliati nel Cantone che hanno abbracciato la carriera alberghiera, mi pregio, anche in nome del Sindacato fra il Personale d’albergo, ristorante e caffè, forte di un centinaio di associati e che ho l’onore di presiedere, di aggiungere, a scopo integrativo, al suaccennato punto 6 delle proposte Francesco Chiesa:
I. Che di giovani ticinesi debitamente preparati per occupare posti di qualsiasi rango nell’industria degli alberghi ve ne sono molti, forse in quantità sufficienti per il fabbisogno nazionale.
II. Che questi, poveretti, sono per la maggior parte obbligati ad emigrare, data l’ostilità nei confronti dell’elemento ticinese usata da parte di parecchi albergatori.
III. Che al Sindacato giungono sovente lettere di ticinesi del ramo alberghiero, per forza espatriati, chiedenti un collocamento nel patrio Cantone.
IV. Che parecchi albergatori svizzeri e forestieri hanno già opportunamente compresa, dimostrando ciò coi fatti, la necessità di dare pane e lavoro preferibilmente ai ticinesi ed ai domiciliati.
V. Che, infine, i recalcitranti, di fronte ad una maggior tutela degli interessi della categoria di lavoratori nostrani da parte delle Autorità, intesa nel senso di impedire il collocamento al personale avventizio forestiero o confederato che nel Ticino si reca a lavorare solo per la stagione, sarebbero messi nell’impossibilità di nuocere.
Pregandola di pubblicare queste mie poche osservazioni, che spero possano essere di aiuto a tanti nostri poveri giovani, gradisca signor Direttore i miei ringraziamenti. Con stima, avv. Rodolfo Bordoni.
Suicidio?
Alla polizia è stata segnalata da ieri la scomparsa di uno svizzero tedesco, certo Schaer, che aveva preso domicilio nella nostra città in un ristorante della via Cantonale. Il giovane, qui venuto in cerca di lavoro, aveva dovuto sobbarcarsi al faticoso lavoro di manovale, evidentemente non adatto alle sue forze e per questo fatto era rimasto molto avvilito. Tornato dal lavoro ieri, saldò il conto del ristorante e domandò alla padrona una rivoltella che gli venne, e si comprende, negata. Poi si allontanò affermando che intendeva farla finita con la vita. Le affannose ricerche dello scomparso sono attivamente continuate.
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