Le condanne inflitte agli assassini di Giacomo Matteotti

Rivista Italiana
La sentenza del processo Matteotti
Chieti, 24 (ag) – Quella di mercoledì è stata l’ultima giornata del processo Matteotti. Esaurite nella mattinata le arringhe degli ultimi difensori, ha parlato nel pomeriggio l’onorevole Farinacci. Nella sua arringa egli si è scagliato soprattutto contro la campagna inscenata dall’opposizione aventiniana sul cadavere dell’on. Matteotti. Ha affermato che di quanto i giornali aventiniani hanno pubblicato nulla è rimasto, davanti all’esito delle indagini delle autorità giudiziarie. False risultarono le asserzioni che il corpo dell’on. Matteotti sia stato mutilato e che fosse stato completato con pezzi di altri corpi umani.
Anche l’on. Farinacci ha insistito nel descrivere l’attività di Matteotti nel campo internazionale e le denigrazioni da lui compiute ai danni del fascismo e della nazione, denigrazioni che hanno suscitato lo sdegno degli attuali accusati, i quali però si ripromettevano solo di intimorire il deputato socialista e non di ucciderlo.
Dopo l’arringa dell’on. Farinacci, il presidente ha fatto il riassunto della causa ed ha sottoposto ai giurati i quesiti. I giurati si ritiravano dopo le 16. Rimasero riuniti durante due ore nella sala del Consiglio. Essi hanno ammesso la responsabilità per omicidio non premeditato per il Dumini, il Volpi e il Poveromo, senza provocazione grave e concedendo il beneficio delle circostanze attenuanti. Il Viola e il Malacria i girati hanno esclusa ogni partecipazione all’esecuzione del fatto.
In base al verdetto dei giurati, il presidente ha emesso la seguente condanna: Dumini, Volpi e Poveromo sono condannati a 5 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione ed alla privazione dei diritti civili a vita. Malacria e Viola sono assolti. In base però alla recente amnistia, la pena viene ridotta di oltre 4 anni. Di conseguenza, i tre imputati, avendo già scontato per più di un anno di carcere preventivo, saranno quanto prima liberati.
Il pubblico ministero aveva chiesto per il Dumini, il Volpi e il Poveromo 12 anni di reclusione e aveva ammesso la non responsabilità del Viola e del Malacria.
Confederazione
(ag) – In una seduta speciale, tenuta mercoledì nel pomeriggio, il Consiglio di Stato del Cantone di Neuchâtel ha deciso all’unanimità di non ratificare la nomina del tenente colonnello Cérésole a professore di storia al Ginnasio di La Chaux-de-Fonds.
(ag) – La direzione generale delle Ferrovie federali ha nominato una commissione incaricata di studiare i mezzi atti a coprire e ammortizzare il disavanzo della Cassa pensioni e di soccorso delle F. F. La commissione è composta da esperti in materia di assicurazione, da rappresentanti della direzione generale e del Dipartimento federale delle finanze.
(Resp.) – Finora nessuna richiesta è pervenuta a Palazzo federale concernente il desiderio dell’ex Kaiser di trasferirsi in Isvizzera. Il corrispondente bernese della «Tribune de Genève» crede sapere che difficilmente il Consiglio federale acconsentirà alla venuta in Isvizzera dell’ex imperatore Guglielmo.
Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino del 25 marzo 1926 disponibile nell'Archivio Storico del CdT.
