Le considerazioni sulla Russia che si prepara alla guerra

L’insuccesso riportato dal governo dei Sovieti nei tentativi fatti per assicurarsi - mediante trattati con gli Stati limitrofi del Baltico - la garanzia dei confini, dietro la quale gli sarebbe stato possibile esplicare una maggiore attività nella politica d’occidente, sembra sia la causa della preparazione bellica dell’U. R. S. S. «Il Governo e il Partito vedono delinearsi la minaccia dell’isolamento e ritengono che una reale efficienza militare dell’Unione sia urgentemente necessaria, tanto ai fini d’una difesa, quanto ai fini della pace». Questo il genere delle dichiarazioni che si raccolgono a Mosca. Ai faticosi progressi industriali, i Sovieti fanno seguire ora quelli dell’organizzazione militare vasta e potente di tutto il paese. All’ordine del giorno è posta la militarizzazione dell’U. R. S. S. L’azione in grande stile è cominciata. La propaganda militarista rossa s’intensifica sempre più in tutta l’immensa estensione dell’Unione delle Repubbliche sovietiste. Giornali, riviste, opuscoli, stampati, manifesti, conferenze, organizzazioni sportive, creazioni di speciali società e istituzioni fiancheggiatrici, - tutto è diretto a coadiuvare l’immane sforzo che oggi i Sovieti vanno facendo per educare, mobilitare e armare gli animi in attesa degli eventi. Nel mese di agosto è stato approvato il progetto della introduzione in tutte le scuole medie e secondarie dell’insegnamento di alcune fra le più necessarie ed importanti materie militari. In questi ultimi tempi è fatto obbligo ai militari che vanno in licenza o in congedo di far propaganda militarista. Recentissime disposizioni contemplano speciali vantaggi e privilegi a favore dei congedati e a favore delle famiglie delle nuove reclute. Il trattamento materiale dei militari è di molto migliorato. In breve volgere di tempo nella massa si è andata radicando la generale persuasione che l’U. R. S. S. presto debba essere aggredita e che il paese si trovi alla vigilia di una guerra. Spessissimo capita di sentirsi porre la domanda: «avremo la guerra?» o anche «se passerà l’autunno non passerà la primavera». Le congetture di pace vengono scartate senz’altro e chi ha opinione contraria passa per una persona che non sa o che non vede. […] Inoltre le notizie che vengono pubblicate sui propositi attribuiti alla Polonia e sui suoi preparativi di guerra, le notizie che si apprendono sulle ostilità che l’Inghilterra non nasconderebbe contro l’U. R. S. S., la questione rumena relativa alla Bessarabia, l’atteggiamento incerto degli Stati Baltici, gli avvenimenti in Cina e la minaccia dell’intervento inglese, sono tutti fatti che alimentano lo stato psicologico che Partito e Governo vanno sviluppando nella massa e che facilitano il complesso e difficile compito della militarizzazione. […]Comunque, nel momento immediato si dovrebbe escludere la possibilità di una loro iniziativa di guerra, visto che la chimica, l’aviazione, i cantieri militari, per quanto in continuo progresso sarebbero ancora lontani dal poter sostenere un duello con le Potenze occidentali, a meno che non avvenissero alleanze impreviste, dalle quali l’U. R. S. S. potesse avere quanto le manca.
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