rassegne

L’eredità del movimento al Lugano Dance Project

Dal 10 al 14 giugno, la terza – e conclusiva – edizione del festival dedicato alla danza contemporanea che però getta le basi per un futuro all’interno del LAC
Una rielaborazione della storica produzione di Pina Bausch «Kontakthof» aprirà il festival. © Ursula Kaufmann
Mauro Rossi
01.04.2026 06:00

Dopo un’edizione dedicata al rapporto tra danza e utopia e un’altra incentrata sul rapporto tra l’arte del movimento e l’architettura, il terzo e conclusivo segmento del Lugano Dance Project, che si svolgerà dal 10 al 14 giugno, si intitolerà Dance & Heritage e inviterà il pubblico «ad interrogarsi su cosa lasceremo alle generazioni future e su come custodire, restituire e reinventare le memorie del corpo e del movimento». Abbiamo parlato di «terzo e conclusivo segmento» del progetto nato cinque anni fa da un’idea di Carmelo Rifici e Michel Gagnon e che, grazie al sostegno della Franklin University di Sorengo, è diventato un punto di riferimento nel panorama internazionale della danza contemporanea perché – come sottolineato dai protagonisti – il progetto, così come era stato concepito, quest’anno giungerà al compimento. «Ma ciò non significa la fine del percorso intrapreso dal LAC nell’ambito della danza contemporanea», ha spiegato Rifici. «Anzi, visto il successo che il festival ha avuto nelle due precedenti edizioni (il Lugano Dance Project è stato strutturato, sin dal suo concepimento, a cadenza biennale – ndr) così come i positivi riscontri che le proposte in quest’ambito stanno riscontrando, dalla prossima stagione i progetti che stiamo sviluppando non verranno più imbrigliati all’interno di una griglia festivaliera della durata di pochi giorni, bensì inseriti, alla pari del teatro e della musica, nella normale programmazione del LAC». Quello di metà giugno, non sarà dunque il canto del cigno di una fortunata iniziativa, bensì la conclusione di un progetto pilota che proseguirà secondo le dinamiche che caratterizzano buona parte delle iniziative del centro culturale luganese, ovvero con grande attenzione alle più interessanti tendenze internazionali, ma anche con interventi diretti nello sviluppo e nella produzione di interessanti progetti: un modus operandi che sta facendo del LAC un importante centro di produzione artistica che dunque oltre al teatro e alla musica comprenderà ora pure la danza contemporanea.

Tornando al Lugano Dance Project 2026, i curatori spiegano: «abbiamo deciso di dedicarlo al tema “danza ed eredità” in quanto crediamo fermamente che trasmettere significhi custodire ciò che abbiamo ereditato dal passato alla luce dei criteri del tempo in cui viviamo, con il suo sistema di valori, le sue sfide e le sue necessità, ma anche continuare a produrre cultura e creare le condizioni affinché le generazioni future possano costruire la propria eredità».

"Soul Power" del tunisino Hamdi Dridi, una delle coreografie che saranno presentate al Lugano Dance Project.
"Soul Power" del tunisino Hamdi Dridi, una delle coreografie che saranno presentate al Lugano Dance Project.

Tutto ciò attraverso un articolato programma che verrà inaugurato mercoledì 10 giugno alle 20.00 (replica giovedì 11 alle 21) con la prima nazionale di Kontakthof - Echoes of ’78 spettacolo ideato e diretto dalla coreografa australiana Meryl Tankard e ispirato alla storica creazione di Pina Bausch. Giovedì 11 giugno alle 19.00 al Palazzo dei Congressi, a pochi giorni di distanza dal debutto mondiale alla Wiener Festwochen, andrà in scena Music Music Histoire(s) du Théâtre VII di Trajal Harrell: un assolo intimo e intenso sulla trasformazione di corpo, cuore e pensiero, settimo capitolo della serie Historie(s) du Théatre. Venerdì 12 e sabato 13 la Sala Refettorio del LAC ospiterà poi varie repliche di Je suisse (or not), lavoro di e con l’artista ticinese Camilla Parini pensato per uno o due spettatori alla volta, che gioca tra reale e fantastico, tra l’incapacità di definirsi e il bisogno di raccontarsi. Ancora venerdì 12 giugno (ore 19.00 e 21.30) al Teatro Foce, la danzatrice e coreografa svizzera Yasmine Hugonnet firmerà, dal canto suo, Our Times, lavoro in cui invita a una presenza condivisa. La giornata di sabato 13 giugno sarà poi dedicata a The Gathering articolato progetto del tunisino Omar Rajeh, figura di spicco della scena contemporanea internazionale, dotato di una straordinaria presenza fisica e capace di dare vita ad un pensiero coreografico dalla forte valenza politica. Il festival si chiuderà poi domenica 14 alle 16.00 con una prima mondiale: il debutto di White Space, di Kyle Abraham, visionario coreografo americano capace di far incontrare danza classica, contemporanea e hip-hop dando vita ad uno stile unico.

A margine degli spettacoli il Lugano Dance Project proporrà anche un vivace calendario di workshop, dialoghi e tavole rotonde per addetti ai lavori e semplici appassionati. Programma dettagliato e prevendite già in corso su www.luganolac.ch