Litigi, suicidi, incidenti e disgrazie funestano luglio

Confederazione
Una grave disgrazia è avvenuta alla festa del villaggio di Hausen (Albis). Il girovago Galymont, solettese, conosciuto come «ingoiatore di spade», procedeva al suo solito giuoco, introducendo nella gola una baionetta fissata a un fucile. L’arma era carica con una palla in bianco. L’apertura della canna era chiusa da un turacciolo metallico. Per permettere al gas di uscire, al momento dello sparo, la canna del fucile era munita di una valvola. Al momento in cui Galymont premette il grilletto la valvola non funzionò e il turacciolo metallico penetrava nella gola del prestidigitatore, il quale ebbe la mascella orribilmente fracassata. Fu trasportato all’ospedale in gravi condizioni.
La corsa di un camion
Verso le 18 di ieri al camion della ditta Arrigoni, che scendeva verso Massagno, si spezzavano all’improvviso i freni causando una precipitata corsa del grosso veicolo poiché lo chauffeur, certo Frigerio Carlo, d’anni 24, aveva naturalmente perduto ogni controllo. Ad un certo punto lo chauffeur si avvide che il veicolo stava per sterzare bruscamente da un lato e fece appena a tempo a gettarsi a terra. Il camion investiva in pieno il muro della villa Spelher atterrandolo in parte e facendo precipitare il cancello d’entrata. Lo chauffeur venne raccolto contuso e ferito in diverse parti del corpo, fortunatamente in modo non grave. A mezzo l’auto ambulanza della Croce Verde venne trasportato al Civico Ospedale.
Rivista italiana
A Roma, l’impiegato privato Giovanni Andro di anni 27, da qualche tempo erasi diviso dalla moglie. Il giovane in questi ultimi tempi si era messo ad amoreggiare con tale Antonietta Mazzola di anni 31 da Salerno. Ieri sera i parenti della moglie si sono recati presso l’abitazione dell’Andro, posta in via Campocarleo al primo piano. Sembra che fra l’Andro e i parenti della moglie sia nato un forte litigio, in seguito al quale, a quanto è dato finora conoscere, il giovane Andro sarebbe stato chiuso in una stanza in preda a viva eccitazione. Il giovane non si sa con precisione per quale motivo, si è gettato dalla finestra andando a battere violentemente la testa sul selciato, tanto che, trasportato d’urgenza al vicino ospedale della Consolazione, poco dopo cessava di vivere.
Il sessantenne Gennaro Ascione e il commesso postale Cristoforo Persichino di Napoli, erano due intimi amici, ma ieri è scoppiato inconciliabile dissidio fra i due e, dopo grida inaudite, l’Ascione furente ha preso a gettare dal balcone il mobilio di casa. È stato uno spettacolo che ha messo a rumore tutto il quartiere e sono dovuti intervenire i carabinieri che, forzando la porta, hanno potuto afferrare il forsennato, che pare sia veramente impazzito in seguito all’alterco avuto coll’amico indivisibile, il quale, anch’egli mezzo intontito per l’accaduto, è stato tradotto in questura per gli accertamenti del caso.
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