Lo zio d'America non esporta dollari, ma buoni consigli

La Nota
Le cose vanno male; non c’è Stato in Europa che non si trovi in una clinica, circondato da medici, da chirurghi e da infermieri; gli ammalati si aggravano per turno, e la povera Europa ha un gran daffare a correre al capezzale ora dell’uno ora dell’altro, a telefonare d’urgenza al medico o al prete per questo che pare lì lì per morire, per l’altro che sembra già entrato in agonia. Siamo in pieno Ospedale, in piena epidemia di malattie strane, misteriose, ribelli a tutte le cure, e a tutti i rimedi anche ai più eroici; e siamo, signori miei, nella più completa bolletta. E lo zio d’America? Eh, lo zio d’America che ha guadagnato sulla povera pelle delle Nazioni europee dollari a vagoni, ora ci fa una larghissima esportazione di buoni consigli, di suggerimenti, di rotture di tasche, di esortazioni, di paternali; ci ha tolto il respiro a furia di piangere e di sospirare finché è riuscito a farsi pagare i debiti e ora grasso e ben pasciuto, tranquillo, assiste con la pipa in bocca alle nostre sventure regalandoci fra uno sputo e l’altro, fra una pipa e l’altra, quei suoi consigli buoni per decorare i paracamini. Ci manda, l’America, anche dei foxtrot, dei ballabili uno più selvaggio dell’altro, ma sarebbe una vera benedizione se questo tirchio ed egoista zio d’America si decidesse a mandare a questa povera Europa tutta a pezzi, tutta a piaghe, qualche vagone di dollari. Dopottutto farebbe, lo zio, un buon affare; perché se l’Europa va a rotoli dove andrà l’America a pompare i suoi grassi guadagni? Il giorno in cui non ci sarà più sangue nelle vene della povera Europa, anche il tranquillo zio d’America si troverà a mal partito e rimpiangerà la sua odierna tirchieria. In quel giorno gli rimanderemo per pacco postale tutti i consigli, tutte le prediche, tutte le rotture di tasche, tutti gli ammonimenti, tutta insomma quella inutile stracceria con cui oggi lo zio d’America manifesta la sua pelosa premura per l’Europa. Gavroche.
Assicurazione in caso di infortuni
Il Consiglio di Amministrazione della Cassa Nazionale svizzera d’assicurazione in caso di infortuni ha approvato nella sua seduta il rapporto annuale e i conti della Cassa Nazionale per l’esercizio del 1925. I conti dei due rami dell’assicurazione presentano alle entrate (infortuni professionali) franchi 155,180.000 e alle spese fr. 155,112.307. L’eccedente delle entrate è di fr. 67,878. Quanto agli infortuni non professionali, le entrate sono state di franchi 52,106.159 lasciando un beneficio di fr. 181,851. Nel suo rapporto la Direzione rileva che se i conti chiudono favorevolmente questo va attribuito al fatto che i 2 rami di assicurazione godono delle riserve stabilite durante i primi anni. Il Consiglio di Amministrazione crede che si potrà procedere ad una riduzione dei premi per l’assicurazione degli infortuni non professionali a partire dal 1927; inoltre il versamento di fr. 1,800.000 alle riserve dei premi di questo ramo d’assicurazione servirà a costituire un fondo che permetterà di procedere come per l’addietro a delle diminuzioni di premi.
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