Musica
Eurovision 2026

Eurovision: Israele in finale nonostante le polemiche, continua la maledizione di San Marino

Esibizioni discutibili e stonature in serie: uno strazio musicale che perlomeno ci ha fatto divertire - Ecco le pagelle del Corriere del Ticino
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Eurovision: Israele in finale nonostante le polemiche, continua la maledizione di San Marino
Mattia Sacchi
12.05.2026 20:29
23:19
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Ecco i paesi che approdano in finale

Ecco la lista dei Paesi che approdano alla finale di sabato.

- Grecia
- Finlandia
- Belgio
- Svezia
- Moldavia
- Israele
- Serbia
- Croazia
- Lituania
- Polonia

Grazie a tutti per averci seguito, è stato uno strazio musicale ma almeno ci siamo divertiti. Ci vediamo giovedì per tifare tutti Veronica Fusaro!

22:34
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Metal balcanico

La Serbia chiude la semifinale con «Kraj Mene», brano dark-metal che parla di ossessione emotiva e relazioni tossiche, trasformando il palco in una specie di rituale gotico.

Resta però una domanda abbastanza inevitabile: perché all’Eurovision, soprattutto quando viene proposto dai paesi dell’Est Europa, il metal deve quasi sempre trasformarsi in una versione caricaturale di sé stesso? Peccato, perché Lavina vocalmente è anche molto valido, soprattutto nei growl, e alcuni passaggi della canzone funzionano davvero. Ma tra teatralità estrema, look da villain fantasy e atteggiamenti super drammatici, l’effetto finale diventa più macchietta che vera aggressività musicale. VOTO 6

22:30
22:30
Xena principessa polacca

«Pray» racconta la ricerca di forza nei momenti più difficili, con una classica costruzione da ballata eurovisiva tutta crescendo emotivo e voce spinta al massimo. E infatti ALICJA punta quasi tutto sulla potenza vocale.

Il problema è che la canzone sa continuamente di già sentito, mentre la voce — pur forte — non sempre è così aggraziata nei passaggi più alti. Molto meglio invece la parte scenica: bella coreografia e look da Xena che almeno dà personalità all’esibizione. Non la peggiore esibizione della serata, ma non correrò a cercarla sulle piattaforme digitali. VOTO 5,5

22:26
22:26
Culture San Marino

Di «Superstar» ci sono solo i pochi secondi di Boy George. Per il resto dell’euforia dance-pop degli anni Novanta c'è ben poco. La bolognese Senhit ci mette energia e mestiere, ma il pezzo sembra costruito artificialmente per inseguire un’idea di Eurovision che non esiste più. E viene da chiedersi se San Marino non dovrebbe iniziare a smettere di affidarsi ai giornalisti italiani nel suo contest «Una voce per San Marino», perché non è possibile che ogni volta vengano selezionati brani al limite dell'inascoltabile. VOTO 5

22:20
22:20
Il mago di Vilnius

La Lituania sceglie una delle performance visivamente più particolari della serata. Sul palco, Lion Ceccah sembra una versione futuristica dell’uomo di latta del Mago di Oz, immerso in una coreografia fredda e molto studiata.

«Sólo Quiero Más» parla di desiderio e della continua sensazione di voler rincorrere qualcosa in più senza riuscire davvero a fermarsi. La canzone non entra subito in testa, ma ha una buona costruzione musicale e soprattutto una voce interessante, con sfumature quasi tenorili piuttosto rare per questo tipo di pezzo elettronico. Non immediato, ma decisamente uno dei numeri più interessanti finora. VOTO 7

22:16
22:16
Kylie Minogue, ma con qualche problema

ESSYLA porta «Dancing on the Ice», brano electro-pop che usa il ghiaccio come metafora di una relazione fredda e distante, dove si continua a ballare cercando di non crollare. Buone le intenzioni, ma la performance fatica parecchio. La voce sembra spesso calante, ci sono diverse imprecisioni e i vocalizzi elettronici inseriti nella canzone non aiutano. Anche la coreografia è molto kitsch, ma almeno coerente con il mood del pezzo... Una Kylie Minogue che però non ce l’ha fatta. VOTO 4

22:04
22:04
Proviamo a parlare di musica

Commentare Noam Bettan senza pensare al clima attorno a Israele resta quasi impossibile, soprattutto in un’edizione segnata da proteste e boicottaggi di tanti paesi europei. Ma provando a fermarsi solo alla musica, «Michelle» è oggettivamente una delle canzoni più piacevoli ascoltate finora.

La ballata parla di una relazione perduta e di un amore che continua a restare presente anche quando tutto sembra finito. Classica, molto emotiva, ma costruita bene. Anche la coreografia è elegante senza diventare invadente, mentre lui vocalmente è tra i più solidi della serata.

Qualche protesta in arena si è sentita all’inizio, ma molto meno rispetto ad altre edizioni dove i fischi erano diventati impossibili da ignorare. 

21:59
21:59
Too epic to be Eurovision

Le Vanilla Ninja tornano all’Eurovision con «Too Epic to Be True», un rock-pop nostalgico che parla di illusioni, relazioni troppo perfette per essere vere e quella sensazione di vivere qualcosa destinato prima o poi a crollare.

Non è una canzone che cambia la storia della musica, affatto, ma dopo tanto caos almeno è piacevole, musicale e cantata bene. Poi, si presentano molto bene sul palco senza bisogno di effetti assurdi per farsi notare. E questo stasera sembra dannatamente rivoluzionario. VOTO 6,5

21:55
21:55
Gothic techno nei Balcani

Tamara Živković porta «Nova Zora», una ballata dark-techno molto teatrale e gotica, perfettamente in linea con quel gusto un po’ drammatico che l’Eurovision balcanico ci propone da anni.

L’atmosfera funziona e la sensazione è che il Montenegro possa davvero strappare il passaggio in finale. Però le voci, soprattutto nei momenti più intensi, non sembrano sempre armoniche tra loro e l’effetto ogni tanto diventa più confuso che potente. Resta comunque una delle esibizioni più solide viste finora. VOTO 6

21:51
21:51
Eau de Finland

Linda Lampenius e Pete Parkkonen sembrano usciti da una pubblicità di profumi. E infatti la performance punta tantissimo sull’estetica: luci fredde, pose intense e atmosfera super patinata.

La canzone comunque funziona abbastanza, soprattutto nel mix tra suoni elettronici e violino. Però se questa deve essere davvero una delle favorite per la vittoria finale, il livello generale forse non è così alto. VOTO 6

21:47
21:47
Sarà per sempre meglio della Georgia

Dopo la Georgia, va detto, qualsiasi cosa avrebbe avuto l’aspetto di un capolavoro. Anche Sal Da Vinci circondato da una coreografia che sembra organizzata direttamente dal Il Castello delle Cerimonie. Ci mancava Donna Imma, e ho quasi temuto di vederla comparire.

Però sorprende una certa imprecisione nell'esibizione. Forse dovuta all'emozione, ma fa quasi effetto da uno come Sal Da Vinci, che al netto della canzone discutibile è sempre stato considerato molto solido vocalmente. VOTO 6

21:39
21:39
Kill Music

Dopo il Portogallo evidentemente c’era bisogno di riequilibrare il livello musicale della serata. E la Georgia riesce nell’impresa con precisione chirurgica. Purtroppo non come avrei voluto.

I Bzikebi si presentano vestiti come tre Uma Thurman in Kill Bill, ma con molti più problemi di intonazione. «On Replay» dovrebbe essere un brano dance-pop moderno e aggressivo, dovrebbe. Il fatto è che tra gli sguardi ammiccanti in camera, il balletto improbabile e delle stecche da denuncia penale, tutto questo è la sublimazione di ciò che odio di Eurovision. Per ora, senza grandi dubbi, la peggior esibizione della serata. Se non di sempre. VOTO 1

21:33
21:33
Pensionati più che Bandidos

I Bandidos do Cante arrivano sul palco vestiti più da gruppo di pensionati in gita che da Bandidos, ma alla fine sono tra i primi a portare davvero un po’ di musica nella serata.

«Rosa» riprende il fado e la tradizione corale portoghese, aggiungendo però qualche atmosfera country e folk che rende tutto sorprendentemente piacevole. Nessun effetto speciale, nessuna regia epilettica, nessun lanciafiamme: solo una canzone ben costruita e cantata con personalità. E dopo mezz’ora di caos, quasi commuove. VOTO 7

21:31
21:31
Sirtechno

Il greco Akylas porta a Vienna «Ferto», brano pop-elettronico pieno di ritmi mediterranei e costruito per trasformare il palco in una festa fuori controllo.

Impossibile non pensare al finlandese Käärijä con la sua Cha cha cha di qualche anno fa: stesso mood da delirio controllato, stessa voglia di trasformare il trash in spettacolo. Akylas prende tutti gli stereotipi greci possibili — cori, sensualità mediterranea, ritmi da villaggio turistico — e li butta sul palco senza alcuna paura del ridicolo.

È una trashata immane. Però di quelle che funzionano e fanno sorridere. Musica poca, va detto, ma a questo punto della serata bisogna anche sapersi adattare. VOTO 6,5

21:25
21:25
Croadway

Le LELEK portano sul palco «Andromeda», un brano dark-pop pieno di riferimenti cosmici, teatralità e tensione visiva. Il gruppo croato punta tutto sull’atmosfera: movimenti studiati, luci drammatiche e una costruzione scenica che sembra uscita da un musical distopico.

Ed è proprio questo il punto. La performance è davvero spettacolare, potente da guardare e perfetta per un teatro. Ma una domanda resta inevitabile: chi ascolterà questa canzone in radio il giorno dopo? Vi prego trovatemelo che voglio conoscerlo. VOTO 5

21:21
21:21
Miss Sveta

FELICIA arriva dalla nuova scena pop svedese e porta «My System», un brano electro-house costruito attorno a identità, autodifesa emotiva e controllo delle proprie fragilità. Tutto molto freddo, molto scandinavo e molto progettato per funzionare bene sui social.

Sul palco sembra una versione nordica di Myss Keta, ma con decisamente più intonazione. Certo, se poi cantasse una bella canzone sarebbe meglio, ma non si può avere tutto...  Dalla Svezia ci si aspetta sempre qualcosa che possa vincere, qui invece solo il beat house e una performance molto ben confezionata, con una coreografia spettacolare, ma poco altro. VOTO 6

21:16
21:16
Blair Witch Satoshi

Satoshi, uno dei nomi più popolari della scena urban moldava, porta a Vienna un brano volutamente patriottico e sopra le righe, costruito come un inno nazionale remixato per una festa di paese. «Viva, Moldova!» gioca con gli stereotipi del Paese trasformandoli in slogan da urlare davanti alla tv.

L’illusione di un Eurovision un po’ più raffinato dura però esattamente trenta secondi. Poi la performance precipita nel caos più totale: regia impazzita, telecamere che si muovono come durante un inseguimento e atmosfera da comizio politico trasformato in videoclip. A un certo punto sembra davvero di guardare Blair Witch Project ambientato nei Balcani. VOTO 5

21:09
21:09
Si parte!

Vienna parte subito con il tono giusto: palco enorme, struttura scenica elegante e una regia che prova immediatamente a ricordare perché l’Eurovision, nel bene e nel male, resti uno degli eventi televisivi più riconoscibili al mondo. L’apertura dedicata ai 70 anni del concorso lascia parlare le immagini con i vecchi vincitori e i momenti entrati nella cultura pop europea. Certo, il look del presentatore Michael Ostrowski realmente osceno... ma siamo convinti sarà una gran serata! VOTO 8

20:34
20:34
Il programma della prima semifinale

Si parte alle 21 dalla Wiener Stadthalle di Vienna con la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. Sul palco quindici Paesi in gara per conquistare uno dei dieci posti disponibili per la finale di sabato, oltre alle esibizioni fuori concorso di Italia e Germania, già qualificate di diritto.

La scaletta completa della prima semifinale

  1. Moldova — Satoshi — Viva, Moldova!
  2. Svezia — FELICIA — My System
  3. Croazia — LELEK — Andromeda
  4. Grecia — Akylas — Ferto
  5. Portogallo — Bandidos do Cante — Rosa
  6. Georgia — Bzikebi — On Replay

Italia — Sal Da Vinci — Per sempre sì (fuori concorso)

  1. Finlandia — Linda Lampenius x Pete Parkkonen — Liekinheitin
  2. Montenegro — Tamara Živković — Nova Zora
  3. Estonia — Vanilla Ninja — Too Epic to Be True
  4. Israele — Noam Bettan — Michelle
  5. Belgio — ESSYLA — Dancing on the Ice
  6. Lituania — Lion Ceccah — Sólo Quiero Más
  7. San Marino — Senhit — Superstar
  8. Polonia — ALICJA — Pray
  9. Serbia — Lavina — Kraj Mene

Germania — Sarah Engels — Fire (fuori concorso)

20:30
20:30
Sarà per sempre sì?

Settant’anni di Eurovision significano anche questo: polemiche, proteste, boicottaggi, outfit impossibili e discussioni infinite che spesso iniziano molto prima della musica. A Vienna, nei giorni scorsi, si è parlato quasi più di sicurezza e geopolitica che di canzoni. Da stasera però arriva il momento in cui devono parlare palco, voce e ritornelli. O almeno provarci tra fuoco, vento sparato in faccia e coreografie che sembrano progettate da qualcuno che non dorme da tre giorni.

Ma soprattutto è il momento delle nostre pagelle per la prima semifinale: giudizi seri il giusto - anche perché la musica è quella che è - entusiasmo incontrollato e ingiustificato nonché la totale assenza di diplomazia. In attesa di giovedì, quando toccherà alla «nostra» Veronica Fusaro con la sua «Alice», stasera si parte con quindici Paesi in gara e con Sal Da Vinci fuori concorso ma già dominatore dello streaming europeo con «Per sempre sì». E questa, dopo averla ascoltata centinaia di volte a Sanremo, è una cosa che crea sorrisi e brividi allo stesso tempo...