Televisione

Parte dal Ticino la risposta europea al fenomeno K-pop

Aperti i casting per «Fourteen», progetto RAI ideato da Paolo Meneguzzi e Alberto Meroni della RAI finalizzato alla creazione di una girlband e una serie tv
Il logo del format che andrà in onda sui canali RAI il prossimo autunno.
Mauro Rossi
27.05.2026 06:00

Parte dal Ticino la riscossa della musica italiana all’invasione del K-pop, il segmento della musica leggera che da qualche stagione ha letteralmente sconvolto il panorama internazionale con i suoi prodotti che mescolano pop, hip-hop, R&B e musica elettronica abbinandoli a coreografie millimetriche, concetti visivi unici e caratterizzati da una fortissima (e studiata) interazione con i fan. Alla base ci sono due ticinesi: il cantautore Paolo Meneguzzi e il regista Alberto Meroni, ideatori di «Fourteen» progetto multimediale che andrà in onda in autunno sui canali della RAI teso a introdurre anche sul mercato europeo il modello di successo coreano. Che non è una novità: le boyband create a tavolino attraverso lunghe e accurate selezioni hanno una storia quarantennale (New Kids On The Blocks, Take That, Spice Girls sono alcuni degli esempi più riusciti); ciò che i coreani hanno fatto in più è curare e migliorare sensibilmente sia i prodotti musical-visivi sia l’immagine attraverso un sapiente utilizzo della tecnologia e, soprattutto, dei nuovi media (i social) divenuti uno strumento essenziale nel veicolare questo tipo di prodotti.

«Ma quello che nessuno, prima d’ora, aveva pensato di fare», spiegano Meneguzzi e Meroni, «è stato allargare ulteriormente questo concetto e questo schema produttivo al settore “fiction” così da rendere l’operazione veramente globale». Da questa intuizione è nato, appunto, il progetto «Fourteen» che è stato accolto a braccia aperte dalla RAI e da importanti operatori del settore spettacolo italiano. In che cosa consiste, in pratica? «È di base sit-com all’americana che mira alla creazione di una band femminile K-pop con tappe di casting, formazione, televisione, discografia, story telling digitale ed esperienza live», spiega Meneguzzi. «Effettueremo anzitutto un’ampia selezione – in programma metà giugno a Napoli, Milano e Roma – dalla quale usciranno le quattro ragazze la cui età può variare da i 13 ai 18 anni (il titolo “Fourteen” è l’età media del nostro target di riferimento) che non solo comporranno la band ma saranno anche protagoniste di una serie televisiva di una trentina di puntate che, dipanandosi lungo una precisa trama, seguirà la nascita e l’evoluzione del gruppo. Che non sarà una finzione, bensì un concerto vero e proprio alla cui nascita il pubblico assisterà». Il progetto si completerà poi con la registrazione di un album, di vari videoclip ma anche una lunga tournée che si svolgerà durante l’intero 2027.

Gli ideatori del format Alberto Meroni e Paolo Meneguzzi.
Gli ideatori del format Alberto Meroni e Paolo Meneguzzi.

«Ciò che differenza “Fourteen” dagli altri talent – continua Meroni – è il non limitarsi unicamente all’aspetto musicale ma introdurlo all’interno di una narrazione più ampia, quella delle serie televisive che, rispetto ad altri progetti simili non è antecedente o successiva alla creazione del “pop idol”, ma ne è parte integrante e che il pubblico può seguire dal primo all’ultimo istante, guardando cosa succede dietro le quinte avendo dunque anche della fase conclusiva del progetto, una visione completa». Un mix non solo di talent alla xFactor o Amici, ma anche di fiction alla Hannah Montana che unisce l’elemento «finzione» a quello «reale», gestito ovviamente secondo quei precisi stilemi che hanno fatto del K-pop un modello pressoché unico. Sul perché il progetto, pur nato in Ticino, non sia stato sviluppato in Svizzera bensì in Italia, Meneguzzi e Meroni parlano delle difficoltà, in un Paese caratterizzato dal trilinguismo e da abitudini così diverse tra una regione all’altra, di essere applicato. «Fourteen è pensato per un pubblico adolescenziale con le sue abitudini e le sue dinamiche che, se in un Paese come l’Italia sono facilmente identificabili rendendo semplice modellare un prodotto su di loro, anche in termini di comunicazione, in Svizzera avrebbe richiesto un lavoro molto più lungo e costoso. Ma non è detto che in futuro possa sbarcare anche in Svizzera. Intanto ci aspettiamo che anche i talenti ticinesi partecipino ai nostri cast che non riguardano solo le quattro componenti del gruppo ma anche il cast di ballerini – la cui età può arrivare anche ai 22 anni – che lo accompagnerà per tutto il percorso». Informazioni sul sito fourteenplanet.com.