Musica

Un grande progetto a favore dell'opera

Successo al Palazzo dei Congressi per il primo appuntamento con cui il Coro Lirico di Lugano ha iniziato i festeggiamenti per il ventennale di attività
Il Coro Lirico di Lugano nel concerto di domenica al Palacongressi. ©Gabriele Putzu
Mauro Rossi
27.04.2026 06:00

Si chiama Coro Lirico di Lugano ma si tratta di una denominazione riduttiva: quello che ieri, nella cornice di un affollato Palazzo dei Congressi ha messo in scena il primo atto dei festeggiamenti del suo ventennale di attività, è infatti un progetto dalla portata più ampia, di cui il coro composto da un’ottantina di elementi è l’elemento numericamente più importante, ma non prioritario: al suo fianco c’è infatti l’orchestra da camera Opera ViVa, ensemble insubrico che garantisce un fondamentale supporto strumentale, ci sono solisti di valore provenienti sia dalla «cantera» del gruppo canoro sia da qualificati ambiti professionali e c’è la... gioventù rappresentata dall’ormai consolidata presenza all’interno di ogni esibizione, di un ensemble vocale giovanile – il Coro La musica diretto dal mezzosoprano Julia Gertseva. Tanti elementi che, guidati dal vulcanico direttore Andrea Cupia, concorrono alla composizione di quello che potrebbe essere benissimo definito «Progetto Lirica Lugano» e il cui scopo è, appunto, promuovere nel Cantone il grande repertorio operistico attraverso la forma concerto, non meno impegnativa ma sicuramente meno costosa rispetto all’allestimento tradizionale di un’opera e di maggior «appeal» nei confronti del pubblico.

Un’operazione che, a giudicare dall’esibizione di ieri, può dirsi perfettamente riuscita soprattutto tenendo conto delle difficoltà che mettere assieme una simile «macchina»comporta: dal fatto di essere in massima parte una struttura amatoriale, al non avere a disposizione spazi sufficientemente ampi per ospitarla. Il palco del Palazzo dei Congressi infatti ha evidenziato tutti i suoi limiti nell’accogliere l’abbondante centuria vocale-strumentale, costringendo Cupia a soluzioni sceniche interessanti dal profilo visivo (come spostare il coro giovanile quasi all’esterno della scena con evidenti limitazioni sonore e costringere i solisti – Luana Pangallo, Julia Gertseva, Livia Somkuti, Eugene Villanuueva e Fabio Valgangiacomo –sul bordo del palco, praticamente fuori dal suo campo visivo e uditivo) nonché a ridurre al minimo la sua prorompente gestualità costatagli, in un frangente particolarmente agitato, addirittura la perdita della bacchetta.

Problematiche che non hanno comunque inficiato l’esito del concerto. Anzi, hanno messo in risalto il grande lavoro di allestimento e, soprattutto, scelte musicali azzeccate che sono state accompagnate da convinti applausi dalla platea. Soprattutto quanto la complessa architettura strumentale-canora si è espressa a pieni giri, ovvero nei coinvolgenti estratti dalla Carmen di Bizet (Avec la garde montante e Les voici, voici le quadrille) e del rossianiano Gugliemo Tell (Oh quale alta d’intorno dolce armonia e Pastori intorno dal primo Atto e Tutto cangia il ciel s’abbella dall’Atto IV). Ma non ci sono stati solo estratti da celebri opere nella scaletta del pomeriggio luganese: il concerto ha regalato anche piacevoli escursioni tra sacro (Hallelujah dal Messiah di Händel) e profano (O fortuna dai Carmina Burana di Orff), un delicato estratto dall’Hänsel & Gretel di Engelbert Humperdinck per voci bianche e soprano e un gradevolissimo finale iberico rappresentato dall’Ensalada madrileña di Pablo Sorozabal in occasione del quale Andrea Cupia ha addirittura... cambiato casacca, vestendone una rossa fiammante, così da risultare in perfetta sintonia cromatica con gli scarlatti spartiti dei coristi e con i ventagli fatti sventolare durante l’esecuzione da soprani e contralti.

Prossimo impegno del variegato «progetto» di Andrea Cupia (pardon, del Coro Lirico di Lugano il prossimo 22 novembre sul più capiente palcoscenico del LAC con l’affascinante e intensa Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.