Un tuffo nel brioso universo romantico

Serata di primizie ieri al LAC nel concerto della stagione sinfonica patrocinato dal «Corriere del Ticino»:per la prima volta il centro culturale luganese ha infatti ospitato una delle più giovani e interessanti realtà della scena orchestrale elvetica, la Swiss Orchestra, attiva da meno di un decennio ma che ha avuto l’occasione di profilarsi grazie a interessanti scelte artistiche legate principalmente alla valorizzazione del patrimonio nazionale cercando sempre di inserirlo in un discorso storico e musicale ampio.
Cosa accaduta pure ieri sera in un concerto che ha raffrontato due illustri «coetanei» del periodo romantico: Ludwig van Beethoven e il neocastellano Edouard Du Puy, come il genio di Bonn nato nel 1770, oggi meno noto di lui, ma all’epoca altrettanto famoso non solo per le sue composizioni e le sue doti artistiche (fu anche valente violinista e cantante) ma per una vita spericolata al cui confronto Vasco Rossi e i Rolling Stones appaiono dei santerellini.

Un confronto che la Swiss Orchestra e la sua grintosa direttrice Lena-Lisa Wüstendörfer hanno impostato attraverso alcune loro composizioni assonanti. Di Du Puy la briosa Ouverture dall’opera comica Ungdom og Galskap (Giovinezza e Follia, in italiano), di Ludovico Van la celebre Quinta Sinfonia e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3, opere che condividono la medesima tonalità (do minore) ma che nonostante la loro impostazione drammatica hanno la peculiarità, nel finale, di aprirsi verso tinte più chiare e gioiose che la direzione di Wüstendörfer ha cercato al massimo di valorizzare. Anche e soprattutto nel Concerto che ha avuto quale solista la talentuosa pianista tedesca Olga Scheps il cui tocco percussivo, potente, è apparso sin dalle prime battute in sintonia con la vivace lettura della pagina data dalla direttrice. Che è piaciuta parecchio anche per l’informale - e insolita - presentazione della serata che con l’aiuto di un interprete ha regalato al pubblico, facendo conoscere, anche attraverso una breve ma vivace narrazione, la folle personalità di Du Puy la cui produzione, dopo questo assaggio, vien voglia musicalmente di approfondire.
