Lugano

Una festa musicale all'insegna dell'inclusione

Grande entusiasmo al LAC per il concerto con cui il Lions Club Lugano ha festeggiato i 75 anni di attività
©Chiara Zocchetti
Mauro Rossi
03.03.2026 23:02

Grande successo al LAC per il concerto con cui il Lions Club Lugano ha celebrato i 75 anni di attività. Una serata dal titolo "We Serve - We Sing" che oltre a riprendere il motto che da sempre accompagna l'attività dell'associazione sottolineava pure l'elemento di condivisione che la musica da sempre rappresenta  e che nell'occasione era rappresentato dall'unione di due ensemble canori giovanili: il Coro Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana e il Coro della Fondazione Sant'Angelo di Loverciano, costituito da giovani con bisogni speciali che fanno capo alla nota istituzione di Castel San Pietro. Due ensemble che, diretti da Brunella Clerici e accompagnati da un quintetto ad assetto variabile del Conservatorio di Lugano hanno regalato un'esibizione che, accompagnata da vivaci elementi coreografici, ha spaziato dal folk di matrice nordeuropea (Shenandoah, Sally Gardens, Canon des Scats) a quello cantonale (La Ticinella); dalla chanson française (Boum! e Le soleil et la lune di Charles Trenet) al repertorio operistico (con brevi estratti dalla Carmen e dalla Traviata); dal grande pop (Stand by Me e la beatlesiana Blackbird) alla canzone italiana d'antan (Voglio vivere così e Bellezze in bicicletta). Un repertorio intervallato da una serie di brevi interventi che hanno avuto quali protagonisti la presidente del Consiglio dell'USI Monica Duca Widmer, il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il presidente dei Lions Club svizzeri Georges Torti e la presidente  della CORSI Giovanna Masoni Brenni, con cui è stato sottolineato non solo il ruolo che da sempre i Lions svolgono a livello sociale ma anche il potere della musica capace, in questi tempi in cui - purtroppo - dominano i conflitti, di affratellare, unire e includere. E a proposito di inclusione la serata si è poi conclusa con una gioiosa interpretazione di The Lion Sleeps Tonight (e non poteva essere altrimenti) con cui la settantina di coristi sul palco hanno invitato tutto il pubblico presente in sala ad unirsi a loro per un allegro finale.