Musica

United Soloist Orchestra, il piacere della leggerezza

«Sold out» sabato sera nella chiesa di S. Francesco a Locarno per il giovane complesso ticinese e il suo repertorio «easy listening»
La United Soloists Orchestra sabato a Locarno.
Mauro Rossi
19.04.2026 23:13

Quando si pensa ad un’orchestra si è soliti associarla al repertorio classico ottocentesco o del primo novecento. Eppure sono molti nel mondo gli esempi di complessi che, pur con un organico quasi interamente sinfonico, si dedicano ad altri generi musicali: penso ad esempio agli americani MFSB (Mother, Father Sister &Brother) che negli anni ‘70 e ‘80 hanno riletto mirabilmente in chiave sinfonica il R&B e il soul, la Salsoul Orchestra che ha fatto altrettanto con un repertorio più latino, la Love Unlimited Orchestra di Barry White maggiormente orientata verso la disco e, in Europa, le orchestre di Bert Kämpfert e James Last che hanno fatto storia nel settore dell’easy listening.

A ritagliarsi un importante ruolo in questo settore in Svizzera (ma non solo) ci sta pensando la United Soloists Orchestra, giovane complesso formatosi a Lugano poco meno di una decina di anni fa e che, proprio con un repertorio easy listening se non addirittura sfacciatamente pop, sta ottenendo clamorosi successi. L’ultimo, in ordine di tempo, sabato sera a Locarno in quella austera chiesa di S. Francesco normalmente appannaggio, a livello sinfonico, delle Settimane musicali di Ascona, dove ha fatto registrare l’ennesimo «sold out» di una stagione che sta diventando quasi trionfale. E questo con una formula tanto semplice quanto efficace:prendere una serie di classici del pop e riarrangiarli (ammorbidendoli) in chiave sinfonica. E così è stato anche a Locarno anche se, in ossequio al luogo che la ospitava, la USO ha lasciato a casa i brani più «tirati»  danzerecci del suo repertorio allestendo una scaletta più pacata in cui brevi estratti di grandi classici (di Ciaikovskij, Vivaldi, R. Strauss, Saint-Saëns) si mescolavano a temi di celebri colonne sonore (Inception, Nuovo Cinema Paradiso, Un uomo e una donna, Il favoloso mondo di Amélie, La la land) e a standard del pop-rock che vanno dagli immancabili Beatles (con una splendida versione di Yesterday) agli Eagles, dai Procol Harum agli Abba a Lucio Dalla, senza dimenticare un omaggio ad un grande Maestro del complesso, il già citato Bert Kämpfert, con un’eccellente versione della sua Strangers in The Night. Il tutto per un’ora e mezza di musica leggiadra, solare e disimpegnata che, accompagnata da vivaci giochi di luce, ha suscitato un grande entusiasmo tra il folto pubblico, ricambiato dall’orchestra con un paio di «bis» in cui il tono pacato dell’avvio ha lasciato spazio ad un’atmosfera di festa.