Mussolini scampa al terzo attentato nell'arco di dieci mesi

Un attentato all’on. Mussolini
Per la terza volta nello spazio di dieci mesi l’Italia è stata salvata dalla sventura di un assassinio politico, dell’assassinio dell’uomo che tiene nelle sue mani le sorti della Nazione italiana e che è in questo momento l’idolo delle masse. L’on. Mussolini per la terza volta è miracolosamente scampato a un attentato, attentato che ha suscitato in Italia e fuori un senso di esecrazione, come un senso di sollievo ha prodotto la notizia che la vita del Capo d’Italia era uscita incolume dal tentativo di assassinio. Sabato mattina verso le dieci mentre l’on. Mussolini si recava da Villa Torlonia a Palazzo Chigi un giovane lanciava contro la sua automobile una bomba «Sipe»; la bomba cadeva sul copertone dell’automobile ma rimbalzava in strada, nel frattempo lo chauffeur intuito il pericolo accelerava la corsa cosicché la bomba scoppiò per terra; l’esplosione fu spaventosa; otto persone rimasero ferite, più gravemente un povero spazzino. Il lanciatore della bomba venne inseguito da alcuni agenti; egli lanciò contro un agente un’altra bomba che cadde a terra senza esplodere, tentò di rifugiarsi in una casa ma venne arrestato. Tradotto in questura e sottoposto a un interrogatorio disse di essere Ermete Giovannini di anni 26 da Castelnuovo Garfagnana; di essere venuto da Marsiglia, passando clandestinamente il confine, per uccidere il Presidente. Indosso gli venne trovata una rivoltella. Frattanto l’on. Mussolini si recava a Palazzo Chigi davanti al quale si addensò una folla enorme ad acclamare al Capo del Governo. L’on. Mussolini uscì al balcone e pronunciò un breve discorso, ringraziando e raccomandando la calma; la parte più importante e diciamo più sensazionale del discorso dell’on. Mussolini sta in queste parole di carattere politico: «... da questa ringhiera io voglio pronunciare alcune gravi parole che debbono essere esattamente interpretate da chi di ragione. Bisogna finirla con certe tolleranze colpevoli e inaudite di oltre frontiera. Se veramente si tiene all’amicizia del popolo italiano, amicizia che episodi di questo genere potrebbero fatalmente compromettere. Credo inoltre, dopo severa meditazione, che bisogna applicare altre misure». In tutte le città d’Italia hanno avuto luogo sabato e ieri grandiose manifestazioni di giubilo per lo scampato pericolo del Presidente del Governo e esecrazione contro l’attentatore. Assunte più precise informazioni intorno all’operaio Ermete Giovannini si apprende a tarda ora da Castelnuovo di Garfagnana che l’autore dell’attentato è nato in Francia, non solo, ma la famiglia Giovannini, oriunda da Pieve Toscana, piccolo comune della Garfagnana, da moltissimi anni risiede in terra di Francia. In Vaticano la notizia è giunta verso le 11.30. Il sostituto della Segreteria di Stato, appena informato, ha comunicato la notizia al Pontefice, che in quel momento si trovava nella sua biblioteca particolare. Sua Santità ne è rimasto addoloratissimo, ha ringraziato Iddio, che anche questa volta ha sventato un orribile delitto, ed ha voluto fare esprimere a S. E. Mussolini le sue personali felicitazioni per lo scampato pericolo.
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