Cent'anni fa

Per il procuratore l'uccisione di Matteotti non fu premeditata

Le notizie del 23 marzo 1926
Il deputato socialista italiano Giacomo Matteotti (1885-1924) ritratto con uno dei suoi figli. © Wikipedia
Nicola Bottani
Nicola Bottani
23.03.2026 06:00

Rivista Italiana
Processo Matteotti

Chieti, 22 (ag) – Tutta la seduta di lunedì del processo Matteotti è stata occupata dalla requisitoria del procuratore generale. Questi ha sostenuto l’accusa contro tutti gli imputati, non solo contro il Dumini, che è confesso, ma contro anche gli altri quattro, che negano la partecipazione al delitto. Il pubblico ministero esclude però che si tratti di un delitto con premeditazione.

Gl’imputati non avevan l’intenzione di uccidere l’on. Matteotti, ma semplicemente di rapirlo. L’on. Matteotti si difese energicamente, tanto da gettare a terra con un pugno il primo che gli si avventò contro. Gli altri lo tempestarono di pugni e lo gettarono nell’automobile, dove si svolse la tragedia fra questi giovani, che avevano, oltre che l’odio politico contro il deputato socialista, anche la rabbia per la resistenza dell’onorevole Matteotti. Da questa zuffa deve essere derivata la morte del deputato.

Il procuratore generale ha ricordato nella sua requisitoria che la sezione d’accusa aveva essa stessa già escluso che il delitto fosse premeditato. «Perchè infatti è assurdo pensare che il delitto fosse preordinato; coloro lo preordinarono avrebbero preso prima le misure per assicurare l’impunità dei partecipanti al delitto stesso. La sezione d’accusa a Roma ridusse l’imputazione ad omicidio occasionale in conseguenza del rapimento».

In questo senso il procuratore generale sviluppa la propria tesi di accusa, illustrando soprattutto i particolari che comprovano che tutti gli imputati hanno partecipato al delitto, perchè malgrado le indagini esperite, non si è potuto stabilire quale dei 5 abbia inferito il colpo mortale al deputato assassinato. Il procuratore chiede che tutti e 5 siano chiamati rei del delitto. In quanto alla pena, il procuratore generale lascia ai giurati il compito di fissarla dopo l’esame dei quesiti che saranno posti. Ricorda che grazie all’amnistia la pena, qualunque possa essere, viene in parte ridotta.

Un gesto del re di Spagna
Madrid, 22 ag (Havas) – Il giornale «El Universo» segnala il fatto seguente: Al ritorno di una passeggiata nelle vicinanze di Madrid, l’automobile reale dovette fermarsi in seguito ad un leggero guasto al motore. Durante la fermata si avvicinava alla vettura un operaio dal portamento affaticato. Egli non riconobbe il sovrano e credendo di rivolgersi a un semplice turista, lo prega di prenderlo a bordo della sua automobile e di condurlo fino a Madrid. Il re, sorridendo, accondiscese e trasportò infatti l’operaio fino alla sua modesta dimora. Qui giunto, il sovrano salutava cordialmente il suo compagno di viaggio colle parole: «Arrivederci e buon riposo, Se qualche volta avrai bisogno di un altro favore, vieni a trovarmi a Palazzo reale».

Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino del 23 marzo 1926 disponibile nell'Archivio Storico del CdT.

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