Cent'anni fa

Quel progetto di Milano per abolire i cortei funebri

Le notizie del 14 febbraio 1926
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
14.02.2026 06:00

La Nota
I vivi hanno furia di sbarazzarsi dei morti. La città di Milano sta studiando un progetto per abolire i cortei funebri. La salma verrà caricata al suo domicilio su un autocarro e trasportata di corsa al cimitero. Ed ecco un’altra istituzione che va scomparendo. Quella dei cortei funebri.

Istituzione antica da quando i primi uomini trasportarono il primo morto in una fossa lontana dalle capanne in cui vivevano, per seppellirlo; arricchita, decorata nel corso dei secoli; trasformata in una specie di mascherata nella Roma imperiale con la istituzione delle donne pagate per piangere ed urlare un dolore a un tanto all’ora dietro ai funerali; democratizzata ai nostri tempi fino a ridurla a un pretesto per incontrare degli amici, per scambiare quattro chiacchiere sul tempo, sugli affari e magari per combinare, prima di arrivare al cimitero, un affaretto.

Se il morto che sta nella cassa potesse alzare il capo, qualche volta direbbe a quella lunga colonna di gente che segue ciondoloni il carro funebre: «Cari amici, vi ringrazio tanto del gentile pensiero, ma vi prego di tornare tutti a casa; a piangermi bastano i miei; voi avete degli affari che vi aspettano (vi ho visti guardare preoccupati l’orologio); avete delle cose interessanti da raccontarvi, nelle quali io non c’entro; vedo correre di mano in mano la forbice per tagliare un po’ i panni addosso ai vicini ed ai lontani; per voi il corte funebre è una corvée; pia, gentile, ma della quale non potete nascondere il gran fastidio; tornate a casa, io me ne vado per mio conto al cimitero».

Evidentemente qualcuno, constatato che al morto non è possibile tenere un siffatto discorso alla gente che segue disordinata, con aria stracca, il corteo funebre, ha avuto la bella idea di interpretare il desiderio ed ha proposto di abolire addirittura i cortei, anche perchè, si dice, sono di ingombro alla viabilità; eh sì, si ha un bell’essere stati uomini probi, grandi, amabili, interessanti, stupidi, simpatici, odiosi o insignificanti: una volta morti, si diventa tutti un grande imbarazzo per i vivi, nonchè, per dirla in stile burocratico, un ingombro alla viabilità.

Ed eccoci quindi ridotti ai funerali a grande velocità!

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