Cent'anni fa

Scuse del Belgio per la distruzione di un'effige di Mussolini

Le notizie del 23 aprile 1926
© Shutterstock
Nicola Bottani
Nicola Bottani
23.04.2026 06:00

Rivista Italiana
La «Radio Nazionale» riceve da Bruxelles che il ministero degli esteri belga ha presentato le sue scuse all’ambasciatore italiano per lo spiacevole incidente avvenuto a La Louvière, dove alcuni socialisti avevano distrutto una effige dell’on. Mussolini, presenti il borgomastro e gli agenti di polizia.

Tutti i giornali commentano con parole di compiacimento l’avvenuta ratifica da parte del Senato americano dell’accordo di Washington per i debiti di guerra dell’Italia verso gli Stati Uniti. Con questa ratifica viene a consolidarsi il prestigio economico-finanziario dell’Italia.

Mentre un clamoroso processo di iniziava alla Corte d’Assise di Napoli, in seguito a un delitto della malavita, e l’aula era gremita di una folla losca e turbolenta, la Pubblica Sicurezza, per misure di precauzione, ha fatto un’irruzione, riconoscendo e fermando 25 pregiudicati.

Una smentita
Bruxelles, 22 ag (Havas) – L’ambasciata italiana a Bruxelles dichiara priva di fondamento la notizia secondo la quale la partenza dell’ambasciatore per Roma sarebbe in rapporto colla manifestazione antifascista di La Louvière.

Tchang-Tso-Lin contro la Russia
Shangai, 22 ag (Reuter) – Si annunzia da Mukdan la conferma della notizia secondo la quale Tchang-Tso-Lin, comandante supremo delle forze alleate cinesi, ha invitato il governo di Mosca a richiamare immediatamente il suo ambasciatore a Pechino. L’ambasciatore è accusato di aver svolto un’attività contraria alle più elementari regole della diplomazia. Organizzò le manifestazioni degli studenti, fornì le armi al capo ribelle Yu Hsiang col solo scopo di provocare un conflitto internazionale in Cina. Questi atti costituiscono un abuso delle competenze e della libertà d’azione concesse ad un ambasciatore.

L’incendio di una nave a Rotterdam
Rotterdam, 22 ag (Wolff) – Mercoledì nel pomeriggio un battello-cisterna, ancorato nel porto, si incendiava per cause ancora sconosciute. Le installazioni del porto e le navi corsero grave pericolo. Nonostante l’eccessivo calore e la minaccia di una esplosione – il battello-cisterna aveva a bordo un carico di benzina – un rimorchiatore riescì a trascinare il battello in fiamme lontano dal porto. Non si deplorano vittime. Il battello fu completamente distrutto.

Nuovi disordini a Calcutta
Calcutta, 23 ag (Havas) – Nuovi scontri fra indù e maomettani hanno avuto luogo ieri nel pomeriggio in un quartiere di Calcutta. La polizia riuscì a disperdere i manifestanti. Pietre furono lanciate contro le vetture tramviarie. Due persone furono uccise dalla polizia. La situazione in città permane grave. 

Clicca qui per l'edizione completa del Corriere del Ticino del 23 aprile 1926 disponibile nell'Archivio Storico del CdT.

In questo articolo: