LAC sull’onda del successo ma senza dimenticare l’impegno

«Una stagione teatrale non è una semplice scelta di titoli da mettere in scena, ma una presa di posizione, è uno sguardo al presente e alle sue problematiche da mettere sul tappeto, suscitando discussione e dibattito e, se è il caso, assumendo le conseguenze di queste scelte». È con queste parole che Carmelo Rifici ha presentato la stagione di arti performative 2026/27 del LAC. Stagione chiamata a raccogliere l’eredità di quella che si sta chiudendo in questi giorni con il Lugano Dance Project e che il vicesindaco della Città di Lugano Roberto Badaracco non ha esitato a definire straordinaria sciorinando dati che non possono che dargli ragione: oltre 100.000 spettatori con un grado di occupazione delle sale attorno all’80%, un’ottantina di «sold out» e, grazie all’azzeccata formula di abbonamenti «LAC+», un pubblico che sta cambiando, con un radicale ringiovanimento delle proprie fila che favorisce la programmazione coraggiosa allestita dallo staff del centro culturale. Programmazione coraggiosa che si ritrova anche nelle proposte che arriveranno dopo le vacanze e che contano 82 titoli, 19 produzioni e coproduzioni per ben 165 aperture di sipario che spaziano dal teatro alla danza fino ai musical e ai nuovi formati. Il tutto secondo una formula tesa, come ha sottolineato il direttore generale del LAC Andrea Amarante, «ad abbattere le barriere tra le arti: non più una stagione di musica, una di teatro e una di danza, bensì un progetto comune teso al dialogo». Una stagione che, pur nella sua complessa articolazione, ruoterà attorno ad un focus principale sviluppandosi poi secondo diversi percorsi tematici e rivolgendo uno sguardo importante sia alla scena svizzera sia a quella internazionale.
Il focus principale

Il titolo scelto per la stagione 2026/27 è In/Civiltà. «Un titolo che contiene due significati: essere nella civiltà, abitare lo spazio comune costruito dagli uomini attraverso le leggi, la cultura, il pensiero e l’arte», ha spiegato Carmelo Rifici. «Ma anche interrogarsi sul suo contrario: sull’inciviltà che può riaffiorare quando la paura, la violenza, l’indifferenza o il desiderio di sopraffazione prendono il posto del dialogo e della responsabilità. Il mondo in cui viviamo, purtroppo, oggi. Eppure, non possiamo arrenderci, dobbiamo prendere posizione». Capitolo fondante della stagione e suo focus principale sarà la tragedia di Eschilo Orestea, che diretta da Rifici verrà proposta sia nella sua versione estesa sia in due parti distinte (Mythos e Logos) in prima assoluta dal 15 al 17 gennaio in una rilettura che le restituisce il carattere di origine di trauma fondativo, proponendo un’indagine sulla fragilità della nostra idea di giustizia. Accanto all’Orestea, altri sette spettacoli comporranno il principale focus stagionale indagando le grandi contraddizioni del nostro tempo: Il prodigio, dal romanzo di esordio di Fabrizio Sinisi messo in scena da Giacomo Bisordi (7 e 8 novembre); Anni Settanta. Terrore e diritti (16 novembre): un viaggio nei violenti contrasti che hanno segnato l’Italia di quel periodo, con Mario Calabresi, Benedetta Tobagi, Marco Damilano e la podcaster Sara Poma; Guerra civile (12 e 13 dicembre), scritto ancora da Sinisi ispirandosi al poema epico La Farsalia di Marco Anneo Lucano; A Place of Safety. Viaggio nel mediterraneo centrale (2 e 3 febbraio) . del collettivo Kepler-452 che racconta il viaggio a bordo della Sea Watch 5, nave impegnata in ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale; The Body of an American (16 e 17 febbraio), di Jacopo Gassmann nato dall’incontro tra il drammaturgo statunitense Dan O’Brien e il fotoreporter Paul Watson; Stato contro Nolan - Un posto tranquillo (23 e 24 marzo), dramma di Stefano Massini diretto da un altro Gassmann, Alessandro che, inscenando un processo, indaga il rapporto tra informazione, potere e responsabilità e Lisa – Rapsodia di un’anima spezzata monologo di Mariangela Granelli (24 marzo), ispirato dalla storia dolorosa di Lisa Montgomery, donna statunitense condannata a morte dopo una vita di soprusi.
Produzioni e coproduzioni
Il filone principale della prossima stagione scenica non inficia il grande sforzo produttivo del centro culturale luganese: come detto saranno infatti ben 19 i titoli, distribuiti nel focus principale e nei diversi percorsi tematici che portano – interamente o parzialmente – la firma del LAC. Tra queste alcuni grandi classici come Un marito ideale di Oscar Wilde messo in scena da Francesco Frongia e Ferdinando Bruni (19- 21 ottobre); Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello (3-4 dicembre) in cui Carmelo Rifici dirige attori della Compagnia del dramma italiano del Teatro Nazionale Croato di Fiume; Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (22 e 23 dicembre), di R.L. Stevenson con Christian La Rosa diretto da Fabio Condemi e Sabato, domenica e lunedì (27-29 aprile) di Eduardo De Filippo e la regia di Luca De Fusco. Numerosi altri titoli di prosa arricchiranno poi la stagione in Sala Teatro: il ritorno di Antropolaroid di e con Tindaro Granata (27 ottobre), la «prima» luganese (dopo essere stata in scena a Locarno e Chiasso) di Stivalaccio Teatro con un classico della commedia dell’arte quale Arlecchino muto per spavento (10 e 11 novembre); Oscar (24 e 25 novembre) con Sonia Bergamasco diretta da Antonio Latella ispirato al cartone animato Lady Oscar della giapponese Riyoko Ikeda; Le avventure di Ulisse (28- 31 gennaio) con Stefano Accorsi diretto da Daniele Finzi Pasca – un viaggio nella psiche del più umano tra gli eroi omerici; Dopo la prova (9 -10 marzo) in cui Gabriele Lavia rilegge il capolavoro di Ingmar Bergman e Il berretto a sonagli di Pirandello (5- 7 aprile) con Silvio Orlando.

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Una «personale» di Castellucci
Dopo Emma Dante ad un altro grande della scena internazionale il LAC dedicherà una «personale»: Romeo Castellucci di cui il 22 e 23 febbraio verrà messa in scena l’ultima creazione, Faust. Fatto, non detto radicale rilettura del capolavoro di Goethe, affiancato da una «lectio magistralis» e, dal 29 al 31 gennaio, da Credere alle Maschere, performance site-specific c allestita negli spazi museali del MASI.
Tra gli altri percorsi tematici della stagione, segnaliamo l’attento sguardo alla scena nazionale sottolineato dalla presenza in cartellone di vari artisti provenienti da altre aree linguistiche e dal Ticino, ivi compresa la compagnia «di Casa», quella di Daniele Finzi Pasca, che oltre a riproporre la sua più recente produzione, Prima Facie, celebrerà i 35 anni di vita del suo spettacolo più longevo, Icaro, che partito dallo Studio Foce sette lustri fa ha girato il mondo collezionando 800 repliche in 25 Paesi.
Ma non è finita: per il terzo anno il LAC proporrà il ciclo Paesaggi possibili, dedicato alla drammaturgia contemporanea con spettacoli di formati diversi proposti al Teatro Foce e al Teatrostudio; il percorso tematico Il corpo che cura che si soffermerà sul corpo degli artisti, sulla fatica del mettersi in gioco quotidianamente, sul coraggio di mostrare le possibili imperfezioni, e quello intitolato Indagini sulla realtà con una serie di incontri-spettacolo con personalità quali Paolo Nori, Stefano Nazzi e Paolo Di Stefano.
Non mancano i concerti, i grandi musical e la danza

Fino ad ora abbiamo parlato prevalentemente (anche se non solo) di prosa. Ma la stagione delle arti performative 2026/27 del LAC offrirà molto altro. Concerti, ad esempio, con artisti quali Fiorella Mannoia (23 ottobre); Arisa 23 novembre), Massimo Ranieri (28 novembre), i Nomadi (9 aprile) senza dimenticare il tradizionale gospel natalizio (21 dicembre) con uno dei cori più apprezzati degli Stati Uniti: Eric Waddell & The Abundant Life Singers. Ma anche musical con Belle e la bestia – Il Musical (6 e 7 marzo), il pluripremiato Chicago (16-21 marzo) e Cenerentola – Il Musical (10 e 11 aprile); teatro comico con Adieu! con cui la compagnia svizzera Mummenschanz si congeda dal pubblico dopo 55 anni di attività (22-24 gennaio); Ale e Franz (24 febbraio), i sempre amati Legnanesi (2-4 aprile) e Antonio Rezza e Flavia Mastrella con di Metadietro (14 maggio).
«Last but not least» il segmento dedicato alla danza che proporrà un viaggio appassionato tra radici svizzere e voci della scena internazionale: un palinsesto in cui il corpo parla numerose lingue tra riletture audaci, nuove creazioni e incontri tra generazioni. Tra i tanti ospiti si segnalano Cindy Van Acker che si confronterà con l’opera del compositore Iannis Xenakis grazie a Pléïades, in absentia (15 dicembre), l’attesissimo il ritorno di Christos Papadopoulos, coreografo greco con My Fierce Ignorant Step (21 novembre), lavoro che naviga tra poesia, danza, suono e musica; la Dresden Frankfurt Dance Company con Undetainment / À la Carte (25 aprile); Nederlands Dans Theater NDT 2 con i coreografi Jiri Kylian Eyal & Gai Behar (27 gennaio), il Croatian National Theatre con L’uccello di fuoco e Petruška (28 febbraio) senza dimenticare la produzione LAC Lo schiaccianoci che dopo il successo dello scorso anno verrà riproposto il 19 e 20 dicembre nella rilettura del coreografo Mauro Bigonzetti per la MM Contemporary Dance Company.
Membership "LAC+" ma in numero limitato
Uno dei fattori che sta decretando il successo del LAC è l’innovativa formula di abbonamenti «Membership LAC+» che al costo di 199 franchi (99 per i giovani «under 25») permette di seguire oltre 50 spettacoli di teatro e performance, ingressi illimitati alle sedi espositive del MASI, facilitazioni di parking e vantaggi sull’acquisto di biglietti per gli spettacoli per il resto della programmazione. Ma attenzione l’offerta è limitata a 1.600 tessere.
Info su www.luganolac.ch
