Un’intensa intervista con il Santo

Hanno una doppia anima artistica i Vesperali, che da oltre 40 animano il periodo quaresimale nella Cattedrale luganese di S. Lorenzo con momenti che alternano intrattenimento e riflessione:una musicale, con concerti che spaziano dalla musica antica a quella conte mporanea, e una teatrale con rappresentazioni tese (come d’altronde i concerti)a regalare spunti attinenti sia al periodo pre-pasquale sia con il luogo che li ospita.
L’appuntamento conclusivo dell’edizione 2026 della rassegna, svoltosi domenica pomeriggio, queste due anime le ha unite, grazie alla presenza del Coro della Cattedrale diretto da Robert Michaels e ad racconto scenico, intitolato Caro Agostino che, curato da Claudio Laiso , ha avuto quali protagonisti due volti (e voci) conosciutissimi nella Svizzera italiana, Claudio Moneta e Elda Olivieri. Tema: Sant’Agostino di Ippona, una delle più grandi personalità della Chiesa romana di cui è stato uno dei primi e maggiori filosofi e il cui insegnamento, ancora oggi, è una pietra miliare della dottrina cristiana. Una figura straordinaria e complessa, alla quale i Vesperiali si sono avvicinati attraverso un’intervista al santo, costruita attingendo alle sue celebri Confessioni: un dialogo in cui Agostino (Claudio Moneta) è invitato a parlare di sé e del suo percorso di avvicinamento alla fede durante un sereno colloquio con il Padreterno (Elda Olivieri). Colloquio nel quale Agostino non si sofferma tanto su quella filosofia di cui fu maestro e neppure sulle dissertazioni teologiche seguite alla sua conversione (Agostino si convertì solo dopo i trent’anni), bensì sul suo percorso umano partendo dall’infanzia, proseguendo con il periodo da studente a Cartagine, la scoperta del pensiero filosofico di Cicerone, l’avvicinamento al manicheismo, il trasferimento in Italia (prima a Roma, poi a Milano) fino al decisivo incontro con S. Ambrogio. Un racconto che nella narrazione in Cattedrale, ha posto l’accento principalmente sul contrasto tra l’adolescenza e la gioventù da «peccatore» di Agostino, guardata con un disprezzo ed una vergogna addirittura esagerata, quasi da fanatico intransigente, e l’illuminazione divina che, assieme alle preghiere e alla devozione della madre Monica, ha drasticamente mutato la sua vita. Una narrazione intensa, splendidamente effettuata da Moneta e Olivieri, e inframmezzata dai canti della Corale luganese che hanno reso ancora più sacrale l’ evento.
