Cent'anni fa

Sui rapporti tra l'Italia e la Svizzera scorre l'inchiostro

Le notizie del 21 luglio 1926
Lungaggini nel rilascio del passaporto per l'estero. ©Wikimedia commons
Red. Online
21.07.2026 06:00

Un commento italiano al discorso dell’onorevole Motta
Il corrispondente romano della «Sera» dedica la nota odierna alle dichiarazioni, fatte dall’on. Motta, sui rapporti italo-svizzeri. Dopo aver affermato che le pubblicazioni di taluni giornali italiani sul Ticino non avevano alcuna intenzione ufficiale od ufficiosa, il corrispondente prosegue accennando ai particolari che presentava la zona di confine italo-svizzera e dice: «Si ricorderà in proposito quali e quante preoccupazioni si ebbero durante la guerra e quali dure garanzie si dovettero prendere per non esser colti di sorpresa. Forti distaccamenti di truppe vennero dislocati a guardia del confine svizzero. Su quel territorio sono ancora visibili le fortificazioni, poste in tutta fretta per parare la temuta minaccia. L’esempio del Belgio imponeva misure di sicurezza, anche se si fosse fatto, come si fece, assegnamento sulla ferma volontà della Svizzera di non tollerare alcuna violazione della sua neutralità. Quando si è saputo dell’infiltrazione tedesca nel Cantone Ticino, qualche giornale ha gettato un grido d’allarme e niente altro». Il corrispondente rileva poi che non si è insistito sulla campagna giornalistica per non ferire la suscettibilità della Svizzera e perché il governo italiano desidera mantenere ottimi rapporti con quello svizzero, nella lealtà del quale ha piena fiducia. Questi sentimenti amichevoli del governo rispecchiano fedelmente quelli della popolazione. La nota, constatando più oltre che l’on. Motta rende giustizia alla politica estera italiana, che è di dignità e di consapevole volontà di tutelare gli interessi nazionali, ma che non persegue mire perturbatrici della pace, continua: «Le dichiarazioni dell’on. Motta confermano che la Svizzera desidera vivere in pace e in amicizia coll’Italia, della quale riconosce la correttezza e la lealtà. Esse troveranno piena rispondenza nel sentimento del governo italiano verso la Svizzera».

Il catenaccio ai turisti per l’estero in Italia
La Neue Zurcher Zeitung pubblica: «Apprendiamo dall’Italia che, probabilmente in seguito alle misure d’ordine economico prese dal governo, le disposizioni che regolano i viaggi degli italiani all’estero si sono fatte più rigorose. I passaporti e le carte turistiche per la Svizzera sono puramente e semplicemente rifiutati a Milano ai sudditi italiani che desiderano recarsi in Isvizzera per diporto. I funzionari del servizio passaporti hanno dichiarato che è dovere degli italiani di spendere i loro danari nel proprio paese. Sono segnalati diversi casi che dimostrano la rigorosa applicazione di queste misure».

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