Televisione

Quando Holmes e Moriarty erano amici per la pelle

Disponibile su Prime Video la prima stagione – otto episodi – di «Young Sherlock» in cui il regista britannico Guy Ritchie traccia un inedito e singolare ritratto giovanile dell’iconico personaggio di Conan Doyle
I due protagonisti di «Young Sherlock»: a sinistra Donald Finn (Moriarty) e Hero Fiennes Tiffin (Holmes). © PRIME VIDEO
Mauro Rossi
17.03.2026 06:00

Pochi eroi della letteratura hanno avuto tanti volti quanto Sherlock Holmes: senza scavare a fondo nel passato di cinema e tv, solo nell’ultimo quarto di secolo ben cinque attori sono stati chiamati ad interpretare l’iconico personaggio uscito a fine Ottocento dalla fantasia - e dalla penna - di Arthur Conan Doyle. C’è stato Johnny Lee Miller nella serie tv Elementary che ha trasportato Sherlock nella New York di oggi dotandolo di una personalità tossica e post-punk, e affiancandogli due figure femminili: Joan Watson (Lucy Liu) e Jamie Moriarty (Natalie Dormer). Ma c’è stato pure Benedict Cumberbatch che nella serie britannica Sherlock ha vestito i panni del celebre investigatore - cui la sceneggiatura ha dato i tratti sono quelli di un sociopatico, tossicodipendente incapace di relazionarsi con le altre persone - nella Londra contemporanea, mettendo al suo fianco a Martin Freeman nel ruolo di John Watson. Poi c’è stato lo Sherlock Holmes fumettistico e bohemien di Guy Ritchie che in due film di grande successo è stato interpretato da Robert Downey Jr. con Jude Law nella parte del dottor Watson. E infine, ad interpretare quel ruolo è toccato pure a Henry Cavill nell’unica produzione (due film, cui presto se ne aggiungerà un terzo) in cui non è Sherlock il protagonista, bensì la sua adolescente sorellina, Enola Holmes.

Ora a rimettere mano per l’ennesima volta alla creatura di Conan Doyle è nuovamente il britannico Guy Ritchie per una serie tv la cui prima stagione - otto episodi - è da poco più di una settimana disponibile su Prime Video: è Young Sherlock che offre un nuovo, ed inedito volto del protagonista. Ossia non il geniale e deduttivo investigatore che ognuno di noi ha in mente, bensì un diciannovenne scapestrato proveniente da una famiglia sì di alto lignaggio ma dietro la quale ci sono molte ombre (e alcune vicende drammatiche che segnano ciascuno dei suoi componenti) che il fratello maggiore Mycroft spedisce nella Oxford vittoriana non come studente, ma come fattorino-factotum con lo scopo di farlo maturare. Qui il giovane, di grande cultura ma molto ingenuo e guascone, ha modo di catturare l’attenzione più che del personale docente, di uno studente ribelle con il quale stringe una solida amicizia e con il quale si ritrova a risolvere un intricato caso, gettando le basi per quella che sarebbe diventata, in seguito la sua professione. Lo studente in questione è James Moriarty: sì proprio quello destinato a diventare la nemesi di Sherlock e del quale, durante le varie puntate, inizia a delinearsi la sfaccettata e complessa personalità in un contesto all’interno del quale appare a tratti più maturo e scaltro del futuro investigatore. Young Sherlock, almeno in questa prima stagione, ruota proprio attorno a ciò: all’inedita amicizia e complicità che si instaura tra Holmes e Moriarty, ma anche al difficile rapporto del protagonista con la sua famiglia che fa emergere il lato più emotivo e tormentato del suo carattere nonché alle prime crepe nell’impianto morale del giovane Moriarty che lascia presagire quello che sarà il suo futuro. Il tutto all’interno di una narrazione agile e veloce, che si preoccupa poco di salvaguardare l’impianto narrativo di Conan Doyle, inserendovi parecchi elementi inediti (oltre all’amicizia tra i due protagonisti, la presenza di un personaggio mai visto prima, la principessa cinese Shou’an, amica dei due giovani e dal passato oscuro, ma anche parentele di cui negli scritti dell’autore non vi è traccia) con lo scopo di aiutare ad entrare nella complessa psicologia dei protagonisti che tanto peso avrà, in futuro, nel determinarne i destini. A vestire i panni dello scapestrato postadolescente Sherlock è Hero Fiennes Tiffin (che, giovanissimo, fu Tom Riddle in Harry Potter e il principe mezzosangue) mentre a dare volto a Moriarty è Donald Finn (noto per un ruolo di primo piano ne La ruota del tempo). Tra i protagonisti anche Colin Firth nel ruolo di Bucephalus Hodge, burbero rettore dell’Università di Oxford.