Cent'anni fa

Tra terre e mari ecco svelati i misteri della luna

Le notizie del 23 luglio 1926
Si rassegnino i romantici: la luna è tutta scienza.
Red. Online
23.07.2026 06:00

Stralci
Il mistero delle terre e dei mari della Luna è spiegato. Le grandi pianure lunari presentano all’osservazione astronomica il suolo arido, liscio, d’un colore bigio cinereo: Galileo le chiamò «Mari» (Maria) e questo nome è loro restato, benché oggi si sappia che questi pretesi oceani non contengono neppure una goccia d’acqua. I Monti propriamente detti, come si osserva dalle ombre che proiettano durante il primo e l’ultimo quarto, sono ripidi e scoscesi, ed hanno una strana somiglianza con le Dolomiti, sebbene siano di altezza relativamente assai maggiore. Le regioni montuose - le così dette Terre lunari, in opposizione ai Mari - sono di un colore giallastro e cosparse di innumerevoli circhi o crateri; gli uni piccolissimi dall’apparenza quasi di fori di tarlo, altri dall’aspetto di grandi depressioni, circondate di ripide sponde, come enormi laghi disseccati; altri ancora del tutto simili ad imbuti vulcanici, formati nell’interno di un cono di eruzione. In linea di massima per chi guarda la Luna ad occhio nudo, si può dire - nota il «Giornale d’Italia» - che le parti giallastre costituiscono le terre lunari, e le macchie oscure i così detti mari. Ma gli ultimi studi astronomici vengono a confermare l’opinione già espressa da molti selenologi, e geologi moderni (Newcomb, Engelmann, Lowy, Sacco, ecc.), secondo cui i mari della Luna non sarebbero che giganteschi laghi di lava raffreddata. In complesso, le ultime ricerche concordano nel mostrare che la superficie della Luna è interamente formata di rocce vulcaniche; le lave acide, meno fluide, sono restate nei dintorni dei crateri da cui furono emesse; quelle basi, che assai più scorrevoli, si sono raccolte nelle grandi depressioni del suolo lunare formano quelle vaste estensioni di colore cinereo a cui fu dato il nome di mari. Non è molto simpatico per i romantici, ma è la verità.

Washington non ha collaborato alla restaurazione dell’Europa
Parecchi giornali consacrano il loro editoriale alla questione dei debiti. Il «Daily Telegraph» rileva fra altro che il governo americano non ha certo potuto e come avrebbe dovuto fare alla restaurazione economica dell’Europa. La «Westminster Gazette» si augura che l’avvenire apporti un mutamento nell’atteggiamento del governo americano. Il «Daily Express» dichiara che era nel 1923 e non oggi, che si sarebbe dovuto adottare nei riguardi degli Stati Uniti una politica di fermezza.

Fra Libri e Riviste: «La cuccagna»
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