Teatro

Un inno all'immortalità dell'amore

Anna Della Rosa è la splendida interprete della trasposizione scenica di "Orlando" di Virginia Woolf in scena al LAC
Anna Della Rosa in una scena dello spettacolo. © Andrea Macchia.
Mauro Rossi
18.03.2026 09:48

Trasformare l’Orlando di Virginia Woolf in una pièce teatrale, non è semplice. Perché è un racconto fantastico che narra di un uomo che attraversa quattro secoli e che ad un certo punto si trasforma in donna, vivendo situazioni e mutamenti straordinari che possono stimolare profonde riflessioni ma che nello stesso tempo prestano il fianco all’ironia. Il drammaturgo Francesco Sinisi ha risolto il problema prendendo il testo della Woolf, sovrapponendolo ad estratti da Scrivi sempre a mezzanotte (il carteggio intercorso tra la scrittrice e l’amica-amante Vita Sackville-West) e costruendo un agile ma intenso monologo andato in scena ieri sera al LAC di Lugano (con replica stasera alle 20.00) affidato ad un’attrice di grande talento quale Anna Della Rosa e ad una regia semplice ma maestosa curata da Andrea De Rosa, costituita da un prato verdissimo al centro del quale si staglia un’imponente quercia attorno a cui agisce la protagonista i cui movimenti sono scanditi da una pioggia di fogli che cadono dal cielo, dai rintocchi di un lontano campanile e dalle note drammatiche della Patetica di Ciaikovskij.

Protagonista che è poi la stessa Virginia Woolf che nella pièce si sdoppia vestendo ora i panni della scrittrice che compila un’appassionata e struggente lettera all’amata e nel contempo la idealizza nella strana figura di Orlando, che dopo aver vissuto i tormenti e i desideri amorosi come uomo, una volta cambiato sesso, sperimenta i piaceri e i patimenti del sentimento anche sul fronte femminile («Che delizia non dover più scegliere! Essere l’uno e l’altra, come un fiume che scorre tra due rive», recita un passo del testo) riflettendo, in netto anticipo sui tempi - la Woolf scrisse l’Orlando nel 1928 - su quel concetto di identità di genere che fa ancora tanto discutere oggi. Una riflessione che è nello stesso tempo dolce e amara e nella quale la scrittrice riversa la sua speranza: che l’amore e quella che considera la sua più alta manifestazione – la scrittura – siano in grado di abbattere ogni barriera: dei sessi, delle convenzioni sociali e persino del tempo che, si domanda Virginia Woolf/Orlando è «una successione di giorni o un accumulo di identità?». Biglietti ancora disponibili per la replica odierna su www.luganolac.ch.

Foto di Andrea Macchia.
Foto di Andrea Macchia.