Un problema al quale il Cantone non può sottrarsi oltre

La pavimentazione a piccoli dadi
L’esperimento fatto nella nostra città colla pavimentazione a piccoli dadi porfirici posati a semicerchio di una tratta della via Cantonale, davanti al collegio S. Anna, è sempre più apprezzato dalla nostra cittadinanza. Anche la Commissione della gestione occupandosi del messaggio concernente la sistemazione della strada lacuale dal Paradiso al teatro Apollo, pare si sia in massima pronunciata per la pavimentazione a piccoli dadi, invece che con «mexphalte», come proporrebbe la Municipalità, siccome quest’ultimo sistema è assai oneroso per la successiva buona conservazione del campo stradale. È bensì vero che il «mexphalte» costa solo circa fr. 10 al mq. in confronto di fr. 16 al mq. per i piccoli dadi porfirici posati a semicerchio, ma il risparmio di circa fr. 6 al mq. è solo apparente poiché mentre i piccoli dadi per molti anni si conservano bene, anche con traffico intenso di veicoli pesanti e veloci, il «mexphalte» richiede continua manutenzione ed in ultima analisi il suo costo riesce a superiore ed inoltre lo stato del campo stradale lascia sempre a desiderare. Tutti possono constatarlo in corso Pestalozzi dove, dopo pochissimi mesi dalla sistemazione e malgrado la accurata e costosissima preparazione del sottosuolo, già ora si vedono degli avvallamenti che ogni giorno più si estendono formando delle pozzanghere nei giorni di pioggia o quando la strada viene innaffiata. È bensì vero che si preferirebbe da molti che la Municipalità cercasse di ottenere in paese la materia prima per la selciatura a piccoli dadi ed a tal uopo ricorresse al parere di qualche buon geologo, che fortunatamente non mancano al nostro politecnico federale di Zurigo. Il filone di porfido che viene sfruttato a Cuasso al Monte e dal quale provengono i dadetti di via Cantonale, attraversa il lago di Lugano, l’Arbostora, il golfo di Melide, affiora la roccia al tunnel di Bissone e continua in Val Mara verso il lago di Como. È possibile che mediante assaggi condotti sistematicamente e scientificamente, la durezza della pietra rossa di Cuasso possa essere rinvenuta anche nel filone che si svolge in territorio Svizzero. In tal caso il Comune di Lugano, oltreché avvantaggiarsene e sottrarsi ad un vero monopolio, darebbe incremento all’industria ticinese, ciò che è a desiderarsi vivamente nell’interesse generale del Cantone. Anche lo stato potrebbe e dovrebbe unirsi a Lugano in tali ricerche, e siamo persuasi che pratiche condotte in tale senso col Governo non resterebbero inascoltate. È certo che col tempo, ma più presto che non si creda, per risparmiare nelle già enormi e sempre crescenti spese di manutenzione si sarà costretti a pavimentare le strade a forte traffico e specialmente quelle cantonali e molte delle circolari. [...] L’ufficio tecnico cantonale dovrebbe esaminare profondamente il problema al quale ormai anche il nostro Cantone non può sottrarsi oltre, specialmente data la circolazione sempre crescente degli autoveicoli sulle nostre strade.
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