Alla Svizzera servirà coraggio

No, la Svizzera non mi ha ancora convinto del tutto. Questo Mondiale ci ha insegnato una cosa: non basta il nome. Germania e Olanda sono già tornate a casa. Il Brasile ha rischiato con il Giappone. Ecco perché il livello della Svizzera dovrà salire. Non parlo solo di qualità tecnica o tattica, ma soprattutto di orgoglio, carattere e motivazione. Da questo momento in poi sarà la testa a fare la differenza. E attenzione all’Algeria. Mi preoccupa che la Svizzera parta favorita. Paradossalmente, la nostra Nazionale ha spesso dato il meglio quando non godeva dei favori del pronostico. Sulla carta la qualità dei rossocrociati è superiore, ma questo comporta una buona dose di responsabilità. Ciò detto, guardando il tabellone, non avrei preferito un’altra avversaria. Da qui in avanti una vale l’altra. Anche perché, superando l’Algeria, ci sarebbe probabilmente la Colombia e si aprirebbe davvero la possibilità di arrivare ai quarti.
Il fatto che in panchina ci sia Vlado Petkovic, invece, non mi preoccupa. Anzi, lo ritengo un discorso che lascia il tempo che trova. Ci saranno i saluti prima della partita, sì. Poi, quando l’arbitro fischierà l’inizio, tutto questo non conterà più. Nessuno deve entrare in campo pensando di dover dimostrare qualcosa all’ex allenatore. Sarebbe un errore. I giocatori devono pensare soltanto alla partita.
Mi aspetto una gara molto equilibrata, nella quale saranno decisivi i dettagli. Tutte le squadre passate come migliori terze hanno dimostrato di avere una fame enorme. Per questo sarà fondamentale che Murat Yakin sappia leggere bene la partita, trovare i cambi giusti e sfruttare al massimo le situazioni da palla ferma. Io non cambierei però nulla dell’undici visto contro il Canada. E appenderei una sola parola nello spogliatoio: coraggio.
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