Calcio

Ai piedi di Dos Santos, ma non contro il Lucerna

La squadra Croci-Torti dipende sempre più dagli impulsi del trequartista di origine portoghese e sempre meno dalle giocate di Steffen - Il passaggio di testimone anticipato e il caso Shaqiri a Basilea - Il problema? Stasera, a Cornaredo, i bianconeri dovranno cavarsela senza il numero 27, squalificato
Massimo Solari
07.03.2026 06:00

«Dovreste controllare quanti giocatori del Lugano, prima di Dos Santos, sono stati capaci di firmare 10 assist in una stagione di Super League: forse Davide Mariani?». L’amnesia di Mattia Croci-Torti, tanto clamorosa, quanto involontaria, merita senz’altro una riflessione. Nel sottolineare i meriti e i numeri del suo giovane trequartista, mercoledì autore di un nuovo suggerimento decisivo contro il Sion, l’allenatore bianconero ha infatti toccato uno dei temi più delicati in chiave presente e futura. Nel 2026, d’altronde, stiamo assistendo a un passaggio di testimone. Un processo che nessuno dei diretti interessati ammetterà apertamente, ma per il quale - oramai - si sommano le evidenze.

Se a spiccare è la generosità

Dicevamo dell’amnesia del Crus. Dall’ultima volta che un bianconero era stato in grado di contabilizzare 10 assist, d’altronde, sono trascorsi appena due anni. E non è di un signor nessuno che stiamo parlando, ma di Renato Steffen, che al termine del campionato 2023-24 si era fermato a quota 13. Per altro come nessun altro in Super League lungo quel torneo. L’incapacità del vicecapitano del Lugano di indossare, con costanza, i panni del trascinatore è invece uno dei leitmotiv dell’attuale stagione. E i recenti «punti» segnati con Sion (gol del provvisorio 1-1) e Losanna (una rete e un assist) non sono sufficienti per supportare una controtesi.

Anche al cospetto dei vallesani, mercoledì a Cornaredo, l’ex nazionale rossocrociato ha vissuto una partita costellata dagli errori. Non solo. Da diversi incontri a questa parte, il numero 11 riesce a guadagnarsi una o più sottolineature soprattutto per la generosità che - gli va riconosciuto - non fa mai mancare ai compagni. Quando però si tende a evidenziare l’abnegazione di un giocatore che dovrebbe fare la differenza con le proprie doti tecniche, beh, non è per forza un buon segno. O, quantomeno, è il primo indizio di un decadimento oggettivo. Per dire: è successo anche con Mattia Bottani.

Nessuno è così ispirato

La squadra di Mattia Croci-Torti, insomma, dipende sempre meno dalle giocate di Steffen e sempre più dagli impulsi del 23.enne Daniel Dos Santos. È successo pure contro il Sion, con il trequartista di origine portoghese che, grazie a due iniziative personali, ha saputo accendere un Lugano tutto fuorché brillante. E, si badi bene, quella del numero 27 non è stata una prova irresistibile. Anzi. In questo momento, però, nessun compagno sembra avere il passo e l’ispirazione dell’ex Thun. Men che meno Steffen. La coabitazione fra i due dietro l’unica punta, dunque, assomiglia più a un passaggio di testimone che a un valore aggiunto. Tanto da rendere paradossale l’identica scadenza dei rispettivi contratti in bianconero: giugno 2028.

La sensazione, detto altrimenti, è che il potenziale offensivo del Lugano - in prospettiva - passerà dalla capacità di scovare e investire su un profilo capace di completare al meglio la tre-quarti. La pericolosità di Dos Santos - che oltretutto spreca parecchie energie in fase di ripiegamento - merita di essere moltiplicata per due.

6 punti senza «XS»

Il problema? Limitiamoci al breve termine. E cioè alla sfida casalinga di questa sera contro il Lucerna. Già, perché Dos Santos, squalificato, non ci sarà. Con ogni probabilità toccherà quindi a Steffen, 34 anni, provare ad assistere Behrens, disputando dal 1’ il terzo incontro consecutivo nel giro di una settimana. Il Crus non dispone di altre valide soluzioni, mentre il responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer farebbe bene a non sottovalutare la questione.

Il tema, per altro, è all’ordine del giorno pure a Basilea, dove sono finiti sotto la lente il ruolo e l’impiego di sua maestà Xherdan Shaqiri. Gli ultimi due successi, a Losanna e giovedì sera contro il GC, sono maturati senza «XS» in campo. «Shaq non ha più 20 anni, quindi sappiamo che prima o poi lo perderemo» ha ricordato al proposito il tecnico dei renani Stephan Lichtsteiner: «A 35 o 36 anni, non si può sempre partire titolare in ogni partita. Ed è importante che gli altri non si nascondano dietro Xherdan». Il quale, come e più di Dos Santos, e a differenza soprattutto di Steffen, in questa stagione ha comunque totalizzato 10 assist e 10 reti. Ecco, sarebbe interessante controllare da quanto il Lugano non possiede un giocatore in grado di andare in doppia cifra sia con i suggerimenti, sia con i gol. Ve lo diciamo noi: dal 2016-17, con Ezgjan Alioski. Questa, però, è un’altra storia.

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