Calcio

Alioski: «Un gol per me, per il Lugano e per una festa preparata con troppa fretta»

Il laterale bianconero, autore del rigore che ha deciso il match di Thun, racconta i suoi mesi difficili e punge i futuri campioni - Croci-Torti: «Hanno capito di nuovo di che pasta siamo fatti»
©KEYSTONE/PETER SCHNEIDER
Massimo Solari
26.04.2026 00:15

Per la terza volta in stagione, la terza consecutiva per altro, Mattia Croci-Torti è l'allenatore più soddisfatto di fronte ai giornalisti. Mauro Lustrinelli, che dopo il successo colto all'esordio ha sempre dovuto masticare amaro, è però il tecnico che festeggerà al termine della stagione. 

Il titolo, per ora, rimane tuttavia una promessa. Potrebbe essere mantenuta già domenica pomeriggio, in caso di sconfitta del San Gallo. O la settimana prossima. O quella dopo ancora. Insomma, accadrà. «Ecco perché non mi vedrete piangere a fronte della sconfitta con il Lugano, una delle migliori squadre in Svizzera» afferma Lustrinelli a margine di un altro 1-0 da ingoiare. «Ma come si fa a cambiare umore in meno di 24 ore?» insiste un collega svizzero tedesco, alludendo a un party indimenticabile ancora possibile nel weekend. «Bello però ricevere domande del genere caro Mauro» s'inserisce ridendo il Crus. Già. Il suo Lugano, dicevamo, si è dimostrato superiore una volta di più. Ma in vetta alla Super League regnano i bernesi. «D'altronde parliamo di un club costruito per vincere il titolo come Basilea e YB» tiene a precisare Lustrinelli, pungendo nell'orgoglio il collega ticinese, per poi aggiungere: «Noi però abbiamo fatto qualcosa di straordinario in termini di continuità».

A emergere alla distanza alla Stockhorn Arena, come a fine novembre, quando a metterci la firma allo scadere era stato FantaClaudio Cassano, sono stati di nuovo i ticinesi. Il sussulto finale che ha gelato 10.000 spettatori, a questo giro, lo ha regalato Alioski. «Non è mai una buona idea prepararsi a festeggiare in anticipo» osserva il macedone con un sorriso sornione. «Gianni» assapora appieno il momento. «Sono stati mesi difficili, segnati da tanti infortuni, per colpa dei quali non ho potuto aiutare il Lugano e nemmeno la mia nazionale nei playoff mondiali. Perché ho calciato io il rigore e non Grgic? Anto ha un cuore immenso, è un grande uomo e lo ringrazio per avermi lasciato la trasformazione. I problemi fisici mi hanno frenato, ma la personalità e la fame - quelle - non mi hanno mai abbandonato. Avevo una voglia matta di segnare, per la squadra - che meritava di conquistare i 3 punti - e naturalmente per me».

Croci-Torti, al proposito, ci ha visto giusto un'altra volta. «Sì, come in novembre, quando avevo detto a Cassano che avrebbe segnato prima d'inserirlo in campo, anche ad Alioski ho assicurato che sarebbe riuscito a trovare la rete». L'allenatore bianconero conferma «il peso decisivo» dei giocatori subentrati. Così come l'orgoglio dei suoi uomini. «Battere tre volte il Thun capolista non è qualcosa di scontato. Significa che il Lugano ha dei valori importanti. Il rimpianto, purtroppo, è dato dai tanti, troppi pareggi inanellati mentre il Thun non smetteva di correre. Accettiamo il verdetto, felici però di aver dimostrato ai futuri campioni svizzeri di che pasta è fatto il Lugano. Ora non molliamo la presa e chiudiamo il più in alto possibile, conquistando almeno l'Europa».

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