Calcio

Anto Grgic: «Senza Europa, mezza squadra vorrà andarsene»

Il pareggio in rimonta al Wankdorf permette al Lugano di tenere a distanza di sicurezza lo Young Boys, ma non impedisce il sorpasso del Basilea - Il centrocampista bianconero, autore dell'1-1: «Il traguardo continentale è cruciale per lo spogliatoio» - Mattia Croci-Torti: «Ora la spinta speciale di Cornaredo»
Anto Grgic, al solito glaciale, si appresta a trasformare il rigore che vale l’1-1. ©KEYSTONE/PETER SCHNEIDER
Massimo Solari
22.03.2026 23:10

Poteva vincere lo Young Boys, subito avanti nel punteggio e - prima della pausa - fermato a più riprese dall’ex von Ballmoos. Dopo l’ora di gioco, però, si è avuta altresì la sensazione che il Lugano fosse persino in grado di ribaltare la sfida. In tempi fragilissimi per equilibri e diplomazia, al Wankdorf è infine maturato un pareggio che non esalta, ma nemmeno disgusta, entrambe le squadre. Per i bianconeri si tratta del secondo pareggio consecutivo in rimonta, dopo quello di San Gallo. A differenza del match recuperato al kybunpark, suggerivamo, la formazione di Mattia Croci-Torti ha però fatto molto di più per mettere le mani sulla posta piena. E ciò nonostante le pessime premesse. Sia in campo, per l’appunto alla luce del vantaggio immediato trovato da Sanches. Sia fuori, considerato l’ennesimo fastidio muscolare che - oltre all’infortunato Behrens e allo squalificato Dos Santos - ha costretto lo staff tecnico a rinunciare a Zanotti.

Avanti piano

«Abbiamo disputato una partita coraggiosa» conferma il Crus. «Spesso, in passato, avevamo incontrato parecchie difficoltà, una volta passati in svantaggio al Wankdorf. Questa volta, invece, non è successo. Anzi. Le migliori occasioni sono capitate alla mia squadra». Già. Anche se il Lugano - contro un YB tutto fuorché solido - ha dovuto attendere l’immancabile e imperturbabile trasformazione dal dischetto di Grgic per esultare.

Avanti piano, dunque, con diversi risvolti per quanto concerne i riferimenti dei bianconeri in classifica. È infatti il Basilea ad abbracciare la sosta per le nazionali al 3. posto. «Ma abbiamo tenuto il passo del San Gallo» rilancia l’allenatore dei ticinesi. «In queste settimane abbiamo affrontato in trasferta renani, biancoverdi e Young Boys. Ed è stato importante non incassare sconfitte. Non solo. Ora, nel quadro del girone finale, avremo la possibilità di ospitare questi avversari a Cornaredo. Un fattore che mi dà e ci deve dare tanta forza».

Senza Zanotti

A proposito di muscoli. In assenza di quelli di Behrens, e considerata la controprestazione di Koutsias al kybunpark, in attacco Croci-Torti ha giocato la carta Pihlström, alla prima da titolare con la maglia bianconera. Beh, la coppia offensiva completata da Steffen non ha convinto appieno. «L’atteggiamento di Elias - sostiene l’allenatore - è stato positivo. Semmai, e l’ho fatto notare alla pausa, il resto della squadra lo ha cercato troppo poco e non in profondità, come avrei auspicato viste le caratteristiche del giocatore. Il forte segnale che ha lanciato martedì, ad ogni modo, meritava di essere premiato».

Pihlström? Il suo atteggiamento è stato positivo, semmai sono stati i compagni a cercarlo troppo poco o nel modo sbagliato
Mattia Croci-Torti, allenatore FC Lugano

Rispetto al recupero con il San Gallo, dicevamo, il Lugano ha per contro dovuto rinunciare alla spinta e all’affidabilità di Zanotti. «In mattinata, insieme al team medico, abbiamo concordato che sarebbe stato un rischio far giocare Mattia, il cui recupero dall’ultima gara non è stato ottimale» spiega il Crus. «Ad attenderci, dopo il break, sarà la fase decisiva della stagione. In ballo c’è l’Europa e sarebbe stato avventato e sbagliato perseverare con Zanotti a Berna. Va da sé, speriamo si tratti solamente di un affaticamento».

«A Cornaredo sarà diverso»

Parafrasando Montale, il Lugano continua da parte sua a incontrare il male di segnare e - soprattutto - di vincere. Nelle ultime cinque sfide, solo una volta i bianconeri hanno firmato più di un gol. I 3 punti, per contro, si sono materializzati appena in due occasioni sull’arco di dieci incontri. «Evidentemente vogliamo conquistare più successi» riconosce Croci-Torti. Per poi tuttavia osservare: «Se occupiamo la quarta posizione a un solo punto dal Basilea significa che, tolto il Thun, anche le nostre concorrenti dirette non stanno facendo così bene. Al grande equilibrio della Super League, oramai, siamo abituati. E però, mi permetto di ribadirlo, so esattamente che cosa comporta misurarsi al Sankt Jakob-Park, al kybunpark e al Wankdorf. E quale spinta, invece, può darci il nostro pubblico al cospetto dei migliori club, nella fase cruciale del campionato. Saranno, non dimentichiamolo, le ultime partite nel nostro vecchio e caro Cornaredo. E per questa ragione mi aspetto qualcosa di speciale. Qualcosa che possa contribuire a spingerci - di nuovo - in Europa». Il ritmo attuale, avanti a piccoli passi, potrebbe non bastare.

Parole inequivocabili

Anto Grgic, restando in tema, è lo specchio di un Lugano che procede a ritmo lento. Una squadra che continua a non brillare, ma le cui risorse - alla fine - bastano per restare a galla. Il centrocampista bianconero, una volta di più infallibile dal dischetto, non fatica a riconoscerlo. «È vero, sto attraversando un periodo di scarsa brillantezza. Come sempre, cerco di prepararmi al meglio e di fare bene i compiti in campo. Ma fatico a riuscirci e, va da sé, spero di poter tornare a mostrare il mio volto migliore nelle ultime sette partite della stagione». Dalle geometrie e illuminazioni dell’ex Sion, anche da esse, passerà la qualificazione dei bianconeri ai preliminari europei. Già, l’Europa. A fronte del cammino tortuoso che si prospetterebbe sul palcoscenico internazionale, e con le sirene del mercato estive a fungere da immancabile colonna sonora, lo spogliatoio brama per davvero l’obiettivo continentale? Sentite Grgic: «Si tratta, ovviamente, di un traguardo importantissimo. E il motivo è presto detto: se non disputiamo le competizioni UEFA, mezza squadra vorrà andarsene. Ecco perché non dobbiamo disunirci, provando a vincere più partite possibili nel Championship Group».

A Berna, invece, è arrivato un altro pareggio. «Tenere l’YB a distanza di sicurezza non è un cattivo affare, anche se occorre migliorare sotto differenti aspetti. Contro i gialloneri ci siamo creati davvero molte occasioni. E riuscirci al Wankdorf non è mai scontato. Come spesso ci accade ultimamente, tuttavia, l’ultimo gesto - per una questione di pulizia e di concentrazione - è venuto meno». Per fortuna, ed è oramai una piacevolissima consuetudine, non è accaduto all’altezza degli undici metri, dove Anto Grgic - poco importa se appannato - non ha tradito.

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