Calcio

Behrens, il Lugano e un fattaccio che non basta cancellare da YouTube

Quanto accaduto in amichevole a Benidorm, dove l'attaccante tedesco ha aggredito il compagno Georgios Koutsias, rischia di segnare uno spogliatoio che si era appena ricompattato - Le prese di posizione di Sebastian Pelzer e Mattia Croci-Torti
I protagonisti del fattaccio, Koutsias e - soprattutto - Behrens. Nel fermoimmagine l’aggressione da parte del tedesco. © CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
09.01.2026 18:00

Incredibile. Incomprensibile. Inaccettabile. Quanto avvenuto nella tarda mattinata di venerdì a Benidorm, sede scelta dall’FC Lugano per il suo ritiro invernale, lascia sbalorditi. No, non ci sono parole per commentare e giustificare il gesto di Kevin Behrens, andato in scena mentre i bianconeri stavano affrontando in amichevole il Viktoria Plzen. L’attaccante tedesco si è infatti reso protagonista di una aggressione, piuttosto violenta, verso il compagno Georgios Koutsias. Un episodio surreale, appunto, immortalato impietosamente dal canale YouTube del club che trasmetteva la partita. Un fattaccio che ora rischia di segnare indelebilmente uno spogliatoio che - grazie ai recenti risultati - si era ricompattato alla grande.

Dal pressing alla caccia all’uomo

Ma che cosa è successo in Costa Blanca? Sul cronometro correva il 72’ e il risultato recitava 1-1, complice la buona prova dei ticinesi al cospetto di un avversario di valore. Ebbene, appena inserito in campo da Mattia Croci-Torti, Koutsias ha dato il cinque a Behrens, ha scambiato con lui un paio di battute, per poi posizionarsi sulla sua sinistra. Il gioco è ripartito, sono trascorsi pochi secondi e - suggerivamo - Behrens ha perso la testa: già, perché il pressing esercitato sui difensori cechi si è trasformato di colpo in una caccia all’uomo, con Koutsias inseguito con rabbia, spinto a terra e preso a male parole. «Piccolo mostro, stai zitto!», il senso dell’epiteto rivolto da Behrens - 34 anni - al 21.enne Koutsias. Bislimi è stato il primo a separare i due, poi è arrivato Papadopoulos, spinto via da Behrens, che scuotendo la testa si è incamminato verso la panchina, invitando lo staff tecnico a sostituirlo. Il tutto sotto lo sguardo attonito dell’allenatore Mattia Croci-Torti, che si sarebbe volentieri risparmiato questa grana clamorosa.

Il Crus: «È stata una spinta, non un'aggressione»

Le immagini, va da sé, hanno ben presto fatto il giro del web, suscitando scalpore e critiche. E ciò con buona pace della società che, in un secondo momento, ha reso inaccessibile lo streaming del match su YouTube. Attesa e doverosa, la (stringata) presa di posizione del club è quindi giunta nel pomeriggio, poco prima del rientro della squadra in Ticino. «L’FC Lugano stigmatizza l’accaduto con fermezza. La questione verrà gestita e regolata internamente e il club valuterà quali provvedimenti disciplinari adottare nei confronti dei due giocatori coinvolti». Per l’episodio, che la dirigenza definisce «disdicevole», sono quindi da prevedere delle sanzioni, anche se - filmato alla mano - si faticano a comprendere gli eventuali torti di Koutsias.

Intervistato dalla RSI, presente sul posto, il responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer ha dichiarato: «Non ho mai vissuto una situazione del genere. Di base gli screzi possono essere anche positivi, ma una cosa simile non deve semplicemente succedere. È chiaro, comunque, che ci saranno delle conseguenze». Anche il Crus ha condannato i fatti: «Non fanno piacere e non devono succedere su un campo da calcio». Per poi tuttavia minimizzarli: «È stata una spinta. Non un’aggressione. Non esageriamo, di pugni o gomitate non se ne sono viste». Mah.

E i valori del club?

Alla ripresa della Super League, intanto, manca una settimana e il Lugano, capace di risollevarsi a fronte di un avvio di stagione terribile, si è visto sferrare un colpo basso da un giocatore che - per certi versi - era già un osservato speciale. Ricordate? Behrens, la scorsa estate, aveva raggiunto Cornaredo con una nomea scomoda; colpa di una maglia arcobaleno che il centravanti, all’alba della stagione 2024-25, da giocatore del Wolfsburg, si era rifiutato di autografare. «Non firmerò mai quella roba da gay» le presunte parole pronunciate dal diretto interessato e pagate con una sospensione a tempo determinato.

Behrens, va detto, si era scusato sia all’epoca, sia in sede di presentazione in bianconero. I vertici del club, da parte loro, avevano annunciato la firma su un contratto biennale con una precisazione: «Il Football Club Lugano ha ricevuto rassicurazioni in merito alla disponibilità di Behrens ad aderire pienamente ai valori condivisi della nostra organizzazione, improntati all’inclusione e al rispetto». Beh, non è stato il caso a Benidorm, dove si è consumato un episodio incredibile. Incomprensibile. Inaccettabile.

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