Calcio

Breel Embolo e quella condanna per minacce: per questo l'ESTA è in sospeso?

Secondo il Blick, la sentenza dello scorso settembre potrebbe aver avuto un ruolo nella decisione delle autorità statunitensi di esaminare la pratica dell'attaccante
©GIAN EHRENZELLER
Red. Online
02.06.2026 18:24

Nel primo pomeriggio, la nazionale maschile svizzera di calcio è partita per gli Stati Uniti. A bordo del volo Swiss LX 40 per Los Angeles, tuttavia, non ha trovato posto Breel Embolo. Il motivo? La sua autorizzazione elettronica di viaggio, il cosiddetto ESTA, necessita di ulteriori verifiche secondo quanto comunicato dall'Associazione svizzera di football (ASF). Secondo la nostra Federcalcio, il visto di Embolo era stato approvato martedì mattina. Poi, alle 10.30, poche ore prima della partenza, il dietrofronte: a Embolo non è stato consentito salire a bordo del Boeing 777. Poco prima del decollo, i suoi compagni di squadra si sono riuniti in business class per una foto da consegnare ai social: «Un posto vuoto, ma non per molto. Ci vediamo presto Breel Embolo».

La stessa ASF ha spiegato che Embolo, in realtà, si unirà presto al resto della squadra. «Naturalmente, non abbiamo lasciato Breel da solo. È assistito da un membro del nostro staff dell'agenzia di viaggi» ha fatto sapere, in seguito, la Federazione. Parentesi: i cittadini svizzeri non necessitano di un visto per entrare e soggiornare negli Stati Uniti d'America. Come spiega il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), infatti, «i viaggiatori che rientrano nel Programma di esenzione dal visto» possono richiedere l'autorizzazione «tramite il Sistema elettronico di autorizzazione al viaggio (ESTA)». Di qui la domanda: perché mai sono sorti problemi riguardo all'autorizzazione ESTA di Embolo? L'anno scorso, la nazionale svizzera si era recata negli Stati Uniti per due amichevoli, con Embolo in gol sia nella vittoria per 4-2 contro il Messico sia in quella per 4-0 contro gli Stati Uniti. Una possibile risposta, scrive il Blick, è legata a una delle domande del questionario ESTA: «Sei mai stato arrestato o condannato per un reato che ha provocato danni significativi alla proprietà o gravi lesioni a un'altra persona o a un'autorità governativa?». Lo scorso settembre, Embolo è stato condannato in seconda istanza per minacce ripetute. La sentenza si riferisce a un caso risalente al 2018. Embolo, all'epoca dei fatti 21.enne e giocatore del Basilea, secondo l'accusa aveva minacciato due uomini. Il Tribunale penale lo aveva condannato nel 2023, in prima istanza, a una pena pecuniaria di 45 aliquote giornaliere da 3.000 franchi con la condizionale. Contro la sentenza il giocatore aveva presentato ricorso, ma la seconda istanza aveva appunto confermato sia il verdetto di colpevolezza sia l'ammontare della sentenza. Embolo si trovava in compagnia di due amici. Sempre secondo l'accusa, il gruppetto si era scontrato con due uomini: nei confronti di uno il calciatore aveva esternato minacce quali «vi anniento, non sapete chi sono io?», mentre all'altro aveva detto «farò pestare pure te, figlio di puttana».

Un'autorizzazione ESTA, generalmente, è valida per due anni. È plausibile pensare che Embolo, ribadisce il Blick, intendesse usare lo stesso visto utilizzato per il suo ultimo viaggio. Ma la risposta a quella domanda, beh, nel frattempo è cambiata. Si tratta, evidentemente, solo di speculazioni. L'attaccante della nazionale svizzera (24 gol in 86 partite) non è in ogni caso un'eccezione. Le autorità statunitensi si riservano infatti il diritto di esaminare tutte le richieste già approvate in qualsiasi momento.

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