Como in Champions League: ma dove giocherà?

E adesso, dove si gioca? La domanda, a due passi dal confine con il Ticino, gira da settimane. La risposta, almeno sulla carta, è già stata depositata. Andiamo ai fatti. La Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) ha ufficializzato il rilascio delle Licenze UEFA per la stagione 2026/27. Il Como, qualificato per la prima volta nella sua storia alla Champions League dopo il quarto posto chiuso davanti a Milan e Juventus, ha indicato il Mapei Stadium di Reggio Emilia — impianto di proprietà della famiglia Squinzi e casa del Sassuolo — come sede per le partite casalinghe della massima competizione europea.
Perché non il Sinigaglia
Il motivo è presto detto. Lo stadio Giuseppe Sinigaglia, l'impianto storico dei lariani affacciato sul primo bacino del Lario, non è oggi conforme agli standard UEFA. Per ospitare una gara di Champions serve la Categoria 4, la più alta della scala continentale: capienza minima, illuminazione, sale stampa, postazioni broadcast, accessibilità. Il Sinigaglia, capienza intorno ai diecimila posti, non ci arriva. Non ancora.
I lavori, sia chiaro, sono partiti: nei giorni scorsi è stata completamente abbattuta la vecchia curva, nei prossimi mesi verrà realizzata quella nuova in cemento armato. Il club della famiglia Hartono e il Comune hanno avviato il cantiere per adeguare l'impianto. L'obiettivo è proprio il salto alla Categoria 4. Ma i tempi della cantieristica italiana, si sa, non sempre coincidono con quelli del calendario UEFA.
Il Mapei come paracadute
Da qui la scelta del Mapei Stadium-Città del Tricolore. Capienza poco superiore ai 21 mila posti, già usato in Europa da Atalanta e Sassuolo, conforme da anni alla Categoria 4. Indicato, per l'appunto, come alternativa: se i lavori al Sinigaglia non saranno completati in tempo per l'esordio europeo, il Como traslocherà a Reggio Emilia. Circa 230 chilometri da Como, due ore di macchina, frontiera ticinese inclusa nel bacino di tifo che resterebbe a guardare da lontano.
