Calcio

Croci-Torti: «Alcuni episodi hanno condizionato la partita»

L'allenatore del Lugano si tiene stretto il pareggio casalingo contro lo Young Boys, ma commenta con una certa frustrazione gli infortuni di Steffen e von Ballmoos e il contraccolpo che hanno avuto sul match dell'AIL Arena
Il tecnico Mattia Croci-Torti. ©Keystone/Pablo Gianinazzi
Massimo Solari
12.09.2026 22:32

Mattia Croci-Torti e Gerardo Seoane provano sentimenti contrastanti. Accade spesso, a fronte di un pareggio. E il fatto che all'AIL Arena si giocasse il big match della Super League, primo crocevia stagionale, ha inevitabilmente amplificato questa percezione.

«Da un lato sorrido, perché ho visto uno Young Boys vivo, dall'altro non sono così contento, avendo osservato alcune carenze» riassume il tecnico dei gialloneri, primo a parlare nella pancia del nuovo stadio bianconero.

Il Crus, da parte sua, si tiene strette due porzioni di incontro. «La prima mezz'ora. E poi gli ultimi 25 minuti, quando abbiamo ripreso il pieno controllo delle operazioni e non abbiamo pareggiato per caso. In mezzo, non fatico a riconoscerlo, il Lugano non mi è piaciuto. Affrontavamo un avversario tosto, forte nei duelli e dotato di un potenziale offensivo incredibile. La difesa, tuttavia, poteva fare meglio».

A spingere in più direzioni la trama del match, sottolinea l'allenatore momò, sono stati alcuni episodi. «Non parlo mai di fortuna e sfortuna, ma aver perso presto due leader come Steffen e von Ballmoos non ci ha sicuramente aiutati. Renato è fondamentale sul piano nervoso. Ed è stato altresì una spina nel fianco per l'YB, che ha faticato tremendamente a leggere i suoi movimenti tra le linee e quando si abbassava tantissimo alla ricerca del pallone». Steffen ha lasciato il terreno di gioco al 20'. «Forse avrebbe voluto provare a disputare ancora qualche minuto, ma a questo punto della stagione non posso permettermi certi rischi».

Von Ballmoos, invece, è stato sostituito alla pausa, dopo una palese e controproducente esitazione prima del raddoppio dello Young Boys. «Dal 5' non ha più calciato di destro, a causa del dolore. Un problema, questo, che si è ripercosso sia sul nostro gioco, sia sulla sua tranquillità. Sul piano mentale, complici anche tante scelte forzate, ha perso fiducia. Ecco perché il 2-1 dei bernesi si poteva anche evitare. Non averlo sostituito prima, forse, è stato un errore del sottoscritto».

Il Lugano, tuttavia, non si è fatto travolgere dagli eventi negativi. Anzi. Si è riassestato, con Cimignani sulla tre-quarti e Pihlström largo, e ha infine rialzato la testa. «Nell'ultima mezz'ora abbiamo dimostrato di non voler perdere questa partita. Ed è stato importante non farlo. Sapevamo di non essere invincibili, ma siamo consapevoli della forza del gruppo, che con il trascorrere dei minuti è riuscito a trascinare di nuovo lo stadio». 

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