Calcio

Croci-Torti: «Avvertita la pressione di dover vincere»

L'allenatore del Lugano commento l'esordio europeo e il battesimo della AIL Arena, riuscito solo a metà: «Non sottovalutiamo il successo, e però non possiamo ritenerci soddisfatti a fronte di così tante occasioni sbagliate»
©Keystone/Pablo Gianinazzi
Massimo Solari
23.07.2026 23:40

Il pubblico ha risposto presente, valorizzando il nuovo gioiello della città. Il Lugano, invece, è stato solo parzialmente all’altezza della storia. L’esordio bianconero alla AIL Arena, attesissimo e carico di emozioni, è insomma riuscito a metà. Al cospetto del modesto Dukagjini, la squadra di Mattia Croci-Torti non è andata oltre l’1-0, lasciando dunque in bilico il secondo turno di qualificazione della Conference League. Vero, nessuno avrebbe avuto da ridire se il primo match stagionale fosse terminato con quattro reti di vantaggio per i padroni di casa. E però, considerato quanto accaduto a un amen dal triplice fischio finale, il successo assume persino una connotazione positiva.

Festival dello spreco

Dopo che il Lugano ha sprecato l’inverosimile, e addirittura con l’uomo in più da qualche secondo, David von Ballmoos ha negato il pareggio a Elezaj, evitando dunque che il battesimo si trasformasse in un piccolo naufragio. «L’anno scorso, contro il Cluj, abbiamo inaugurato il cammino europeo tirando 23 volte e chiudendo il match sullo 0-0, con tanta amarezza. A questo giro le conclusioni sono state meno, ma abbiamo vinto» premette Mattia Croci-Torti, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Detto questo, è evidente come siano state troppe le occasioni fallite per potersi ritenere soddisfatti. La brillantezza, sul fronte offensivo, è venuta meno a più riprese. Sul piano fisico, nella ripresa, abbiamo invece faticato un po’». Già, sino al citato brivido finale. «Ma la voglia di cercare il raddoppio - indica l’allenatore bianconero - non ha mai smesso di accompagnare i miei uomini. Non solo. Affrontavamo una formazione che, di fatto, si è schierata con il 6-3-1. Forzarne la resistenza non è stato così semplice. Per tacere del ritmo, che il Dukagjini ha cercato di spezzare e abbassare in tutti i modi. E con una certa complicità dell’arbitro».

Emozioni e nervosismo

In Kosovo, mercoledì prossimo, si ripartirà quindi da un parziale pericoloso. «Ma non mi aspetto la stessa partita» precisa il Crus, che al 69’ ha rinunciato all’elemento forse più convincente sul piano della qualità. «La sostituzione di Alioski non è da leggere come una bocciatura, anzi. Semplicemente devo ragionare su un arco di 10 giorni, con quattro impegni in calendario. A destra, inoltre, mi serviva la velocità di Moncada, mentre Cimignani - a fronte di alcune ripartenze pericolose dell’avversario - mi ha garantito maggiore equilibrio». A far vacillare tecnico e giocatori, però, è stata anche la bellezza sfrontata della AIL Arena. «Non sottovalutiamolo, ma disputavamo una partita carica di significato e pressione. Sia la squadra, sia il sottoscritto, hanno avvertito un certo nervosismo e il dovere di non fallire in avvio». No il Lugano non ha fallito l’appuntamento con la storia. E però non lo ha nemmeno sublimato.

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