Croci-Torti e il fantamercato: «Asp Jensen per Dos Santos? No»

La finestra del mercato invernale, per i principali campionati d’Europa, si chiude lunedì. Mentre nella capitale impazzerà il Rabadan, il Lugano avrà invece ancora la possibilità di cambiare volto. Sì, perché i club svizzeri - in entrata - potranno agire sino al 15 febbraio. «Insieme al responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer siamo sereni» conferma al proposito l’allenatore Mattia Croci-Torti, non facendo drammi per i recenti infortuni di Marques e Alioski. Già, a partire dal match esterno di domani sera contro il Grasshopper, e per qualche partita, la formazione bianconera si ritroverà scoperta sulla corsia di sinistra. «Ovviamente si tratta di defezioni che non mi fanno felice. Anzi, mi scocciano, poiché avevamo trovato i giusti meccanismi. Però ripeto: i tempi per eventualmente intervenire sulla rosa non ci mettono fretta» prosegue il Crus. «C’è poi un altro aspetto da considerare. Se questa squadra si è rilanciata e occupa il secondo posto è perché ha lavorato molto su se stessa. Al netto degli screzi, purtroppo emersi nelle scorse settimane, il gruppo si è compattato, abbracciando dinamiche e obiettivi precisi. Ecco perché inserire un nuovo elemento in spogliatoio richiede la massima attenzione. Le motivazioni del singolo e del collettivo devono collimare, come per esempio accaduto con Hannes Delcroix».
Su una possibile partenza di Koutsias, tuttavia, le indiscrezioni non si arrestano. «Georgios è un po’ risentito dal fatto di non giocare titolare, dopo aver chiuso alla grande il girone d’andata» osserva sempre Croci-Torti. «L’ultima parola, ad ogni modo, spetta al sottoscritto e il giocatore mi ha messo ancor più in difficoltà lungo questa settimana. Per il resto, posso assicurarvi che non mi è giunta alcuna voce concreta su un suo trasferimento». Chi, invece, sarebbe vicino all’addio è l’attaccante del Grasshopper, ed ex bianconero, Nikolas Muci. Davvero il Lugano non ci ha fatto un pensierino? «La premessa dev’essere chiara: per quanto il momento non sia dei più semplici, a oggi dispongo di due centravanti forti» tiene a sottolineare l’allenatore momò: «Sono per contro dispiaciuto per Muci, anche se ho letto di un interessamento del Thun, il che significherebbe passare da un club penultimo alla capolista di Super League. Di Nikolas posso solo dire un gran bene. E se un giorno dovesse tornare a lavorare sotto la mia guida, mi riterrei un allenatore molto felice». Come suggerito, e classifica alla mano, il Crus non si lamenta in ogni caso del materiale a disposizione. Per dire: da noi stuzzicato, il tecnico rifiuta un ipotetico scambio secco tra il fantasista del Grasshopper Jonathan Asp Jensen e Daniel Dos Santos. «No, non lo farei. E ve lo dice un grande estimatore di Asp Jensen, che ho nominato miglior giocatore della Super League 2025-26. Il danese ha dei numeri fantastici, ma nella sua posizione - ora - abbiamo bisogno di elementi in grado di dimostrarsi affidabili in fase difensiva, per poi ripartire e più in generale favorire il gioco di transizione. Dos Santos, oltre a queste mansioni, ha sin qui fornito 8 assist. Otto assist a fine gennaio, per una squadra che ha faticato a lungo in termini realizzativi. Insomma, tanta roba».
E tanta roba, di questi tempi, è anche il Lugano. Reduce dagli inebrianti successi contro Lucerna e Winterthur e da una striscia di risultati positivi che si distribuisce su nove giornate, la compagine bianconera non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Essere il club che ha contabilizzato più punti nell’ultimo periodo deve spingerci a perseverare» rileva il Crus. Per poi predicare umiltà: «Sono anni che non vinciamo a Zurigo contro il GC. L’atmosfera al Letzigrund, con le cavallette, è sempre strana. Asettica. E mantenere focus e ritmo sulla partita non è mai evidente». A concentrarsi sulle buone individualità dell’avversario potrebbe essere ancora il difensore Damian Kelvin, convincente una settimana fa al cospetto del Winterthur. «Esaltarsi con il Bienne, l’anno scorso, è stato bello. Ma il sogno di ogni calciatore è diventare professionista, e poterlo fare qui a Lugano è speciale. Credo nel lavoro duro, per cui presto o tardi si viene ricompensati». Croci-Torti annuisce: «Damian è un ragazzo umile, con tanta fame. Ha capito il suo ruolo e nonostante dei limiti oggettivi, sui quali non deve smettere di insistere, si è guadagnato ogni minuto che gli ho concesso».


