Croci-Torti: «Una prova di carattere, a Joe dico grazie»

C’erano 8.153 spettatori questo pomeriggio all’AIL Arena. Anzi, 8.153 più uno. Il «più uno» è Joe Mansueto, che contro il Basilea ha assistito per la prima volta a una partita sulle tribune della sua creatura. Una semplice toccata e fuga nel contesto di un personale viaggio in Europa. Coincidenza ha voluto che questa sua prima visita sia stata accompagnata dal primo «tutto esaurito» dell’impianto. Insomma, per il numero uno bianconero sarebbe stato difficile immaginare una cornice migliore. «Gli ho detto che il sold out è sopratutto merito suo» racconta Mattia Croci-Torti, che ha incontrato il patron al termine del match insieme a una piccola delegazione di giocatori. «Questo stadio, questa squadra e un pubblico che ci spinge quando soffriamo sono il frutto della sua lungimiranza. Ci tenevo a ringraziarlo per quanto ha costruito e per avere creduto nel progetto, dopo che tante volte è stato lui a ringraziare me per i risultati».
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Quei risultati che continuano a far sorridere Joe. E pazienza se lui e gli altri ottomila spettatori non hanno ammirato la miglior versione del Lugano. Poco importa soprattutto alla luce della classifica. Il 2-1 inflitto al Basilea vale l’undicesimo successo in dodici turni e, dopo il 5-3 subito dallo Young Boys contro lo Zurigo, il +9 sui bernesi. Insomma, la fuga è servita. «È presto per ogni tipo di discorso» dice il Crus. «Però, da quando sono a Lugano, ricordo diverse occasioni in cui una nostra concorrente perdeva e noi non riuscivamo ad approfittarne. Stavolta, invece, abbiamo vinto da grande squadra. Sapevamo del risultato dello Young Boys ed è chiaro che questa era diventata una partita da sei punti» rilancia. «Situazioni del genere dobbiamo imparare a viverle senza farci schiacciare dalla pressione. Oggi abbiamo ottenuto una vittoria magari meno bella del solito, sofferta, ma di grande carattere. E dobbiamo esserne orgogliosi».
Due gol studiati
La partita, in realtà, il Lugano l’aveva immaginata diversamente. E inizialmente il piano aveva funzionato. Dos Santos ha sbloccato il risultato al 10’, sfruttando lo splendido esterno di Bislimi. Cimignani ha quindi raddoppiato al 26’, ancora dal lato sinistro, con la complicità di un Omlin poco reattivo sul proprio palo. «Entrambe le reti sono nate da situazioni provate in settimana» rivela Croci-Torti. «Sapevamo che il Basilea, con Shaqiri largo a destra e poi pronto ad accentrarsi, avrebbe lasciato degli spazi da attaccare una volta perso il pallone. E siamo stati bravi ad approfittarne».
La ripresa e la calma del Crus
In mezzo è però arrivato il contrattempo. L’infortunio di Moncada, costretto a uscire per un colpo al fianco. «Avevamo lavorato molto sugli attacchi in profondità con lui» spiega il Crus. «Una volta perso Dereck, non siamo stati bravi ad adattarci. Abbiamo smesso di palleggiare come volevamo e cercato troppo spesso il lancio lungo. Contro i centrali del Basilea, fortissimi sulle palle alte, non era la soluzione migliore. E sulle seconde palle siamo arrivati spesso in ritardo». È così che, dopo il 2-1 di Otele, di testa su calcio d’angolo e con una marcatura troppo leggera su Celar, la partita ha preso sempre più la direzione renana.
Nella ripresa il Basilea ha infatti guadagnato campo, mentre il Lugano - costretto a rinunciare anche a Delcroix - non ha avuto brillantezza nel gestire i palloni e ripartire, nemmeno dopo gli ingressi di Ajeti e Pihlström. Senza però concedere, va detto, grosse occasioni al Basilea. «Le sfide con Stella Rossa e Getafe si fanno sentire nelle gambe e nella testa. Ma quando vai sul 2-0 contro il Basilea, sai che l’avversario reagirà. E tendi ad abbassarti, anche inconsciamente» osserva Croci-Torti. Il quale, forse un po’ a sorpresa, è rimasto calmo in panchina anche quando i renani spingevano. Trasformandosi addirittura in un maestro zen nel tentativo di placare il vice Salzarulo, imbufalito dopo la gestione sbagliata di un pallone in difesa. «Volevo trasmettere tranquillità alla squadra, soprattutto alla luce delle due sostituzioni obbligate che avevano complicato i nostri piani. Perdere lucidità sarebbe stato un errore. Invece siamo rimasti uniti e abbiamo lottato tutti insieme, con carattere, fino alla fine». Quando sono arrivati, una volta di più, tre pesantissimi punti.