Due storie clamorose, e di mezzo il San Gallo

Avrebbero molte più ragioni per avviarne la produzione, ma i tifosi del San Gallo - questa volta - si guarderanno bene dal confezionare una coreografia paragonabile a quella esibita prima della finale di Coppa Svizzera del 15 maggio 2022. Ricordate? Un giornale gigantesco, aperto sul 16 maggio, e un titolo tanto affascinante quanto infausto. «Der FC St. Gallen ist Cupsieger 2022». A imporsi, invece, fu il Lugano, costringendo i biancoverdi a crollare sul più bello per la seconda edizione consecutiva.
Il club del presidente Matthias Hüppi, ora, potrà riprovarci. Superando 2-0 l’Yverdon al Municipal, senza tremare eccessivamente, Görtler e compagni si sono regalati l’atto conclusivo in programma il 24 maggio al Wankdorf. E, appunto, a vestire i panni della grande favorita a Berna sarà proprio la compagine di Enrico Maassen. A contendere il trofeo al San Gallo, provandone a trasformare l’ossessione in un vero e propria trauma, sarà lo Stade Losanna, quarta forza di Challenge League che - da parte sua - ha approfittato di un Grasshopper moribondo per firmare l’impresa.
Più posti in Europa?
I vodesi, che nei turni precedenti avevano superato altre due squadre di Super League - Winterthur e Lucerna -, si sono imposti per 2-0. Una vittoria meritata, che ha infiammato la Pontaise, e purtroppo non solo per motivi di gaudio. I tifosi del GC, esasperati da una stagione terribile, ma non per questo autorizzati alla follia, hanno dapprima lanciato petardi e fumogeni sul terreno della Pontaise, cercando poi l’invasione di campo e infine addirittura quella negli spogliatoi.
L’accesso dello Stade alla finale rischia di avere ripercussioni sul massimo campionato elvetico anche per altri fattori. In caso di trionfo del San Gallo, come detto favoritissimo, il numero di club ammessi ai preliminari delle competizioni UEFA passerebbe infatti da tre a quattro. Con i biancoverdi in questo caso qualificati al 1. turno di qualificazione di Europa League, il Thun al 2. di Champions, mentre il terzo e quarto classificato si aggiudicherebbero il 2. di Conference.
Occhi sulla Stockhorn Arena
La serie favolosa dello Stade Losanna in Coppa, intanto, assomiglia a uno spin off del blockbuster campione d’incassi in Super League. Già, perché un paio d’ore dopo la festa della Pontaise, a strabordare di euforia è stata la Stockhorn Arena. Reduce da due sconfitte, il Thun è tornato a non avere pietà, impartendo una lezione di cinismo e intensità al Basilea, sconfitto 3-1 nel recupero della 33. giornata. Che cosa significa? Che ai bernesi manca un passo per mettere le mani sul primo, storico titolo nella storia del club. Solo il San Gallo, per questioni meramente contabili, è ancora in grado di acciuffare la capolista. Uno scenario oggettivamente impossibile, a maggior ragione considerata l’ingombrante distrazione della Coppa. La data da cerchiare in rosso sul calendario, dunque, è il 24 aprile, sabato, quando la squadra di Mauro Lustrinelli ospiterà il Lugano. Superati al debutto in campionato, i bianconeri si sono imposti nei due incroci successivi. E val la pena sottolineare che nessun altra squadra - nel quadro della stagione regolare - è stata in grado di conquistare due vittorie al cospetto dei futuri campioni svizzeri. Di qui l’interesse per il match che aprirà il «Championship Group» e la rincorsa agli slot continentali. Una rincorsa che il San Gallo potrebbe rendere meno faticosa mettendo le mani sulla tanto bramata Coppa Svizzera.


